Sabato 12 settembre, a partire dalle ore 19.00, al Caruso, a Belmond Hotel di Ravello, il tour di degustazione con produttori campani, molisani e pugliesi, l’avvistamento di Saturno e un coro di donne molto speciali per una serata da non dimenticare

Le luci compaiono tutte insieme. Sotto l’intreccio degli ulivi sono ancora più suggestive, la musica è leggera, rituale, cadenzata. Il cielo è quasi sempre benevolo e il profumo intenso dei limoni si unisce a quello dei liquori, dei salumi, dei vini, delle alici, dei fichi. Chi ha avuto l’opportunità di partecipare all’Agorà della Dieta Mediterranea, evento che segna il finale di stagione dei vari appuntamenti dedicati ai produttori locali e che non si può liquidare con la definizione scontata e banale di appuntamento gastronomico, sa perfettamente a cosa mi riferisco. Non è soltanto il fatto di passeggiare tra gli stand e parlare con i produttori, questo avviene in ogni evento gastronomico che si rispetti, non è solo pensare che ogni azienda rappresenta una storia, una sfida, magari anche una sconfitta, e poi ancora forza di volontà, scommessa, tenacia, successo, ma è anche la consapevolezza che tutto avviene in una delle strutture più suggestive del territorio, frutto di un’altra storia e di altre passioni, una struttura che potrebbe tranquillamente limitarsi a fare quello che le è proprio, turismo. Il Caruso, a Belmond Hotel di Ravello, non resta arroccato nel lusso sbandierato e asettico, ma si apre al territorio, alla comunità, e lo fa con le chiavi più giuste e universali: il cibo, la musica, il coinvolgimento culturale e sociale. Sabato 12 settembre, la magia di Agorà si ripeterà nei Giardini Wagner della struttura. Chi ha avuto la possibilità di partecipare alle edizioni precedenti ricorderà che la serata si chiudeva con il tradizionale incendio del borgo di Torello, una coincidenza voluta per replicare i dettagli di un’antica agorà greca, la piazza, punto di incontro in cui si discuteva di poesia, cibo, politica ma anche crocevia di processioni rituali e religiose, appunto. Quest’anno si cambia: nessuna coincidenza con lo spettacolo pirotecnico, basteranno le stelle e i pianeti. Quelli che AstroCampania, associazione partenopea che collabora già dallo scorso anno con il Caruso, permetterà di avvistare con tanto di telescopi puntati nei giardini in direzione di Saturno, a favore e benevolo in questi giorni. Non solo, i produttori non saranno soltanto locali o cilentani ma si spingeranno fino al cuore del Molise, alle montagne di Isernia e ancora alla Puglia con il foggiano e la provincia di Brindisi. Perché la dieta mediterranea è ovunque mangiare equivale a tradizione e benessere. Molteplici dunque le aziende presenti, alcune appartenenti ai presidi della rete Slow Food Campania, emblema della biodiversità. Una partecipazione importante, e non casuale, visto che proprio quest’anno ricorre il quarantesimo anniversario di Slow Food, purtroppo segnato dalla morte del fondatore Carlo Petrini. La biodiversità, leitmotiv anche della prossima edizione di Terra madre a Torino, e’ un baluardo per la tutela delle produzioni, dell’ambiente e delle comunità. A supportare il viaggio tra i sapori, anche i componenti della Delegazione Costa d’Amalfi dell’AIS Campania. E la musica? La musica sarà affidata ad un coro di donne molto speciali, il Coro di Koreie, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Alta Mane Italia e l’associazione le Kassandre. Il coro sarà accompagnato da una musicista professionista, ma non voglio e non posso anticipare nulla. . Ovviamente il fil rouge della serata sono i sapori inconfondibili dell’Executive Chef della struttura, Armando Aristarco, affiancato dal suo instancabile team con in testa lo Chef de cuisine, Alfonso Sorrentino.
La General Manager Iolanda Mansi commenta con entusiasmo l’appuntamento ormai prossimo. “ E’ il nostro modo per dimostrare che la collaborazione con il territorio è concreta, fattiva, non soltanto sbandierata. I prodotti sono presenti nella struttura in diversi momenti della giornata. Ed è anche il nostro ringraziamento ai produttori per l’impegno, la dedizione, il sacrificio”. Produttori che vengono chiamati per nome e non con la ragione sociale dell’azienda, come spesso sottolinea Armando Aristarco, perché la collaborazione diventa familiarità, supporto reciproco, patto. Perché a quei nomi corrispondono la terra e il seme diventati prodotto ,eccellenza, specialità di nicchia.
Mancano pochissimo al 12 settembre: i Giardini Wagner sono pronti. Lo sono le coriste, i produttori, i veri protagonisti della serata, i telescopi di AstroCampania, lo è il Team. Sono belle le cose in cui a lavorare e a crederci sono in tanti.
È il segreto per realizzarle, oltre alla necessità di avere un rapporto privilegiato con le stelle. E al Caruso , si sa, questa è una piacevole consuetudine.
