Fritti croccanti, padellini invitanti e le pizze di Giovanni Santoriello per stupire anche la clientela più esigente
Pizza ad arte o arte della pizza? Salotto, pizzeria contemporanea in via Firenze a Pontecagnano (nei pressi del Museo Archeologico Nazionale), racchiude ambedue i concetti: qui la pizza esprime creatività, dedicando attenzione all’estetica, alla presentazione e alla combinazione armoniosa degli ingredienti, implica che la pizza non è solo cibo, ma una “tela” dove l’arte prende forma attraverso i colori, le texture e l’impiattamento. È una celebrazione visiva e gustativa che eleva la pizza verso l’esperienza sensoriale. Inoltre qui si celebra la maestria e la tradizione della preparazione della pizza, riguardante l’abilità e la tecnica dei pizzaioli, l’attenzione alla qualità degli ingredienti, la cura per l’impasto e la cottura perfetta. Parliamo di un’arte che sta nelle mani e nella competenza di chi la crea, e che si tramanda come un patrimonio culturale. Entrambi i concetti in questa pizzeria possono convivere e completarsi, offrendo ai clienti sia l’estetica che la sostanza.
Il locale, inaugurato nel 2018 da Valentino Citro e Dario Vaccaro, e concepito come un il “salotto buono” di una dimora in cui ci sia la sensibilità al bello, consente che l’esperienza diventi ancora più intima e accogliente, trasformandola in una opportunità d’incontro e di relax, proprio come il “salotto di casa”. L’ambiente è caldo e informale, ogni dettaglio invita a rilassarsi e a vivere l’arte e il cibo con la stessa tranquillità di una conversazione tra amici. I due soci ed amici, l’uno imprenditore nel settore automobilistico e l’altro Assessore al Comune di Pontecagnano (deleghe Urbanistica, Edilizia, Condono, Attività Produttive e Commercio, Politiche Giovanili, Associazionismo, Volontariato), hanno affrontato la sfida con molto entusiasmo sin dall’apertura, comunicando una visione ampia e versatile, con un approccio strutturato e basato su valori come l’attenzione alla comunità, il design raffinato e la gestione efficiente, riuscendo a dare alla pizzeria contemporanea una sfumatura inedita e originale grazie alla loro esperienza multisettoriale. Dario Vaccaro ha sostenuto: “Guidare una pizzeria contemporanea è una sfida, ma anche un’opportunità per innovare e mettere in pratica ciò che ho imparato negli anni: dalla gestione amministrativa, alle strategie di marketing, fino alla soddisfazione del cliente. Ogni giorno è una nuova occasione per capire cosa funziona e cosa si può migliorare. Chi l’avrebbe mai detto che competenze apparentemente lontane, avrebbero trovato una loro applicazione qui? La ristorazione mi ha insegnato una lezione fondamentale: c’è sempre spazio per un po’ di creatività e per una buona dose di passione.”

Il design degli interni richiama un salotto eclettico, con sedute in velluto blu petrolio, elementi in stile “industrial jungle” in cui elementi più grezzi come il legno e il ferro si combinano alla perfezione con il grigio antracite, il blu delle pareti e il pavimento dalle tonalità naturali. Completano l’arredo le lampade a forma di animali, le cornici vuote appese alle pareti e la finta vegetazione del soffitto che crea un effetto giungla sospesa. Salotto ha subito infatti un laborioso restyling alcuni mesi fa.
L’idea concettuale di lasciare le cornici vuote senza opere d’arte trasmette un messaggio forte e suggestivo: è un invito a immaginare o percepire qualcosa che va oltre l’oggetto visibile, come emozioni, memorie, o idee. Così lo spettatore è costretto a diventare parte attiva dell’opera, riempiendo mentalmente la cornice con ciò che immagina, desidera o interpreta, come la pizza in questo caso, che diventa parte integrante del processo artistico che si conclude a tavola. Una cornice vuota rappresenta anche l’idea di potenzialità infinita, di qualcosa ancora in divenire. È un omaggio al “non finito”, all’opera che non si è ancora formata o che lascia spazio all’evoluzione creativa.

Il magister al forno delle pizze è il salernitano Giovanni Santoriello con il suo braccio destro Christian Vergati, un pizzaiolo di grande esperienza che ha già formato nella sua carriera, tutta in salita, tantissimi giovani desiderosi di apprendere i segreti dell’arte bianca, ai fritti il bengalese Moumin. In sala ci sono Vincenzo Pisaturo (direttore), aspirante pubblicista, che con la sua professionalità riesce a gestire comande e clientela e Federica Del Corvo commis di sala e responsabile del personale coadiuvata da Emmanuel Sica. Una squadra vincente che mette cuore e passione per offrire un servizio di qualità in cui l’ospite è al centro del percorso enogastronomico. Giovanni Santoriello con grande convinzione ha affermato: “Io penso solo a fare bene il mio lavoro, ad avere tutto pronto e perfetto per le aperture settimanali e per il sabato sera, quando il locale si riempie e non c’è tempo per fermarsi. Conta che l’impasto sia giusto, che la cottura sia quella perfetta, e che ogni pizza esca dal forno come si deve. I successi? Quelli si vedono nei piatti vuoti e nei clienti che tornano. Tutto il resto sono chiacchiere: l’importante è il lavoro di squadra e fare ogni sera un po’ meglio della precedente, puntando alle sperimentazioni senza mai rinnegare le nostre radici.“

Il menù comprende antipasti, fritti e poi pizze tradizionali e innovative, di cui alcune dedicate agli artisti del passato come Arcimboldo, Raffaello ed Andy Warhol. Infine l’ultima sezione è dedicata ai padellini e ai dessert, tutti della casa. Non mancano birre alla spina e in bottiglia, vini in bottiglia e al calice e digestivi. Sempre per quanto riguarda le pizze, ci sono anche dei fuori menù che comprendono pizze o padellini stagionali, realizzati con i migliori prodotti del territorio circostante e campano. Consigliata è la degustazione del crocchè farcito e impanato nei cornflakes con mortadella granella e pesto di pistacchio, la frittatina di pasta tradizionale pastellata con la semola per un effetto dal crunch assicurato e una doratura perfetta e il padellino “Sapori d’autunno” con caviale di melograno, misticanza, robiola, granella di nocciole e glassa di aceto balsamico.


Per quanto riguarda le pizze da provare, si suggerisce la stagionale “Tartufata” con fiordilatte, prosciutto crudo San Daniele stagionatura 20 mesi, crema di porcini a gocce, olio al tartufo e crostini di pane al rosmarino. Questa pizza, ad alta idratazione e cornicione pronunciato, è un vero trionfo di sapori avvolgenti e sofisticati, con un mix di ingredienti che si bilanciano in un gioco di contrasti tra cremosità, sapidità, croccantezza e profumi boschivi. La combinazione di questi ingredienti crea un equilibrio tra elementi dolci e salati, morbidi e croccanti, freschi e intensi. Il fiordilatte e il prosciutto crudo offrono un contrasto delicato e avvolgente, mentre la crema di porcini e l’olio al tartufo donano profondità e complessità, amplificando le note autunnali. I crostini al rosmarino aggiungono vivacità e freschezza, completando un profilo di sapori che evolve ad ogni boccone, offrendo una sinfonia di gusti e consistenze che celebrano il legame tra natura e raffinatezza. La “Tartufata” potrebbe richiamare con i suoi colori, il dipinto “Natura morta con prosciutto” di Paul Gaugain del 1889, in cui l’artista usa pennellate larghe e sature di colore, con pochi dettagli ma grande intensità visiva. Il suo stile qui è molto grafico, con contorni accentuati che separano nettamente gli oggetti e li rendono quasi iconici. Questa tecnica lo distanzia dagli impressionisti, in quanto preferisce una rappresentazione più astratta e bidimensionale, enfatizzando il colore e le forme. Una bellezza cruda e semplice, una celebrazione dei piaceri essenziali della vita, presentati con la sensibilità unica dell’artista.


Paul Gauguin, Prosciutto, Washington, The Phillips Collection, 1889
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Tra i dessert da provare il tiramisù e la millefoglie scomposta con crema di ricotta e amarene. La crema di ricotta è setosa e vellutata, con una consistenza che si scioglie in bocca. La ricotta ha un sapore delicato, che la rende perfetta per bilanciare la croccantezza delle sfoglie. Le sfoglie, dorate e croccanti, creano un contrasto piacevole con la morbidezza della crema di ricotta, la loro leggerezza e friabilità aggiungono una dimensione tattile che rende ogni morso interessante.


Questo è il luogo ideale dove la convivialità e l’estetica si incontrano, dove ogni pasto non solo è un momento da gustare, ma un’esperienza da vivere, invitando a rallentare, a godersi ogni istante, a riflettere e immergersi in un’esperienza senza fretta, in cui bellezza e cibo si fondono.
