Le Mille e una Notte in giallo e oro all’NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi

… In un palazzo da mille e una notte, in una città con minareti e moschee, vicino al mare, tra colline brulle e assolate… In una grande sala, una trentina di stupende ragazze saracene stanno attendendo l’arrivo del loro signore nell’ozio dorato, tra chiacchiere maliziose e risa, tra i fumi dell’incenso e della mirra, su cuscini e tappeti lussuosi … (Vanilla Magazine https://tinyurl.com/y5t2wbzo)

Si proprio così, nel palazzo da Mille e una Notte nella bizantina Amalfi, giovedì 18 luglio è stata presentata la Yellow Night, una serata di fasti color oro per celebrare lo sfusato amalfitano, il principe dei limoni, l’emblema della Costiera Amalfitana. La serata, inserita all’interno del format Amalfi Food Lab ideato dalla struttura ospitante, ossia l’NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi 5 stelle Lusso, è stata scandita da tre momenti diversi: un “aperitivo in Giallo” in collaborazione con l’azienda torinese Compagnia dei Caraibi ed il bartender Claudio Romano che è riuscito a realizzare con il barman dell’Hotel Roberto Palladino, straordinari cocktail a base del rinomato agrume; un cena a buffet sulla terrazza panoramica dell’Infinity Pool, con selezione di piatti realizzati dagli chef Natale Giunta (noto volto televisivo) e Claudio Lanuto (resident chef); bagno notturno nell’esclusiva Infinity Pool panoramica, un sogno verso l’infinito.

L’evento, fortemente voluto dal General Manager Giacomo Sarnataro, si inserisce perfettamente in un progetto di valorizzazione dell’Hotel-Convento, bene culturale duecentesco appartenente al Comune di Amalfi ma di gestione privata, che grazie alla sensibilità del direttore di origini napoletane è nuovamente risorto e ritornato fruibile dalla collettività che oggi può goderne la bellezza e l’eleganza, mai fuori moda. Giacomo ha anche promosso il restauro di numerose parti del Monastero, di cui la Cappella di San Francesco, risalente al XII secolo, situata accanto al Chiostro e costituita da un’unica navata spartita in quattro campate concluse da volte a crociera ogivali che ripetono lo schema ad abside piatto, recuperando un impianto ampiamente utilizzato dai monaci cistercensi. Lo stato attuale è dovuto anche alle altre opere di ristrutturazione in età tardo-barocca e agli interventi realizzati dai Frati Cappuccini nel 1840. L’area presbiteriale con l’altare maggiore in marmo e il pavimento in cotto con cornice e grandi inserti in maiolica adornano con eleganza gli interni della Cappella.

La costruzione del complesso in generale risale ai primi del XIII secolo quando Pietro Capuano, nobile cittadino amalfitano, fondò il Cenobio sul colle Falconcello: un’ampia terrazza naturale dall’indiscutibile bellezza e dominata da una suggestiva grotta in prossimità della preesistente chiesa di S. Pietro a Tuczolo.

Poco dopo la sua fondazione, il Cenobio fu affidato ai monaci Cistercensi che lo tennero in custodia sino all’assunzione del titolo di Abbazia nel 1223. Nel 1583 il Convento venne affidato ai Frati Cappuccini che restarono, al suo interno, per oltre 2 secoli e intrapresero un vasto programma di recupero. Nel 1813, a seguito delle soppressioni dei beni ecclesiastici operate dopo l’occupazione napoleonica, i frati dovettero lasciare il Convento che fu destinato dall’Arcivescovo di Amalfi a locanda di alcuni privati. Nel 1885 il Convento venne utilizzato per la prima volta come albergo e, per esigenze di sviluppo turistico, iniziarono un’altra serie di ampliamenti e trasformazioni. In questi luoghi sono nate tantissime ricette conventuali che ancor oggi fanno parte dell’immenso patrimonio gastronomico della Costiera Amalfitana, a base di verdure, legumi, latticini e molto probabilmente anche di colatura di alici, la cui lavorazione pare si sia sviluppata proprio qui o più precisamente nella cappella di S. Pietro a Tuczolo .

I rinfrescanti drink a base del nuovo prodotto firmato “Salvia & Limone” by Compagnia dei Caraibi come lo Spritz a base di sparkling dry wine, soda, fetta di limone e foglia di salvia, hanno riprodotto in chiave contemporanea l’antenato del più attuale “aperitivo”. Infatti, “ In passato in campagna e nei mesi caldi si passavano intensi pomeriggi beatamente all’ombra, chiacchierando tra vicini e aspettando l’ora in cui si tornava nei campi. Verso le 16, si prendeva un rinfrescante (quello che oggi chiamiamo aperitivo) che era il “salvia e limone” messo al fresco, nell’acqua del pozzo”, afferma Compagnia dei Caraibi.

Protagonisti indiscussi della serata i limoni della Costiera Amalfitana, provenienti dalle limonaie del Convento, e i prodotti del Consorzio Tutela Limone Costa d’Amalfi, presente alla serata con un alcune declinazioni dei profumatissimi agrumi amalfitani che gli ospiti hanno potuto degustare. Accanto ai limoni, un’altra eccellenza del territorio: il pregiato zafferano di Agerola dell’azienda agricola Rosa Rosae, che ha regalato il suo gusto inconfondibile e la sua nota colorata ai piatti della serata. Tra questi si è distinto per estetica dell’impiattamento e gusto l’Arancina zafferano, limone candito, crudo di gamberi rosa su bisque di crostacei e ricci dello chef siciliano Natale Giunta.

Non sono mancate le altre prelibatezze provenienti dalle cucine dell’Hotel di cui cuoppi di mare, l’insalata di polpo, pere e o muss tagliato sottilmente e condito con succo di sfusato e sale, capresi con la mozzarella di bufala e i pomodori corbarini, tagliolini all’uovo confezionati al momento con salsa di burro chiarificato e limone. Infine la preziosa arte pasticcera della storica Pasticceria Pansa di Amalfi insignita quest’anno con la stella WPS e rappresentata da Andrea Pansa che ha realizzato per l’occasione con il suo staff una cascata di delizie al limone, un pò il cavallo di battaglia assieme alle scorzette di limone candito.

Il pastry chef dell’Hotel ha invece confezionato i pasticciotti al limone d’indescrivibile sapore, uno dei dolci più buoni in assoluto mai degustati prima d’ora, un capolavoro di dolcezza racchiuso in una raffinata e burrosa pastafrolla ripiena di delicatissima crema al limone con copertura di zucchero a velo vanigliato e zeste di limone candite.

Insomma la serata è risultata di grande charme dal mood estivo, fresco e soprattutto colorata di giallo (richiesto nel dress code), dove le eccellenze enogastronomiche del territorio sono venute fuori e sono state valorizzate in cucina. Non è mancato il momento culturale curato dalla Galleria amalfitana Mercanti d’Arte di Imma Di Sorbo e Andrea Rispoli sottolineato dalla performance del maestro fotografo Lorenzo De Girolamo Del Mauro che è riuscito a stampare fotografie raffiguranti paesaggi costieri secondo l’antica tecnica della “Callitipia”, in tonalità seppia usando come fissativo il limone sfusato, direttamente su carta di Amalfi proveniente dalla Cartiera Amatruda. In accompagnamento brani lirici e tradizionali campani.

E’ sempre un’emozione fortissima scrivere della propria terra natia e dei luoghi familiari, che tanto mi hanno dato, molto mi hanno tolto ma che sono sempre vibranti nel ricordo. Solo chi ha vissuto intensamente questi posti può interpretarli e coglierne i cambiamenti positivi e negativi; per fortuna ci sono luoghi incantati come questo che non a caso sono il preludio per racconti da Mille e una Notte…

Ci sono paesaggi che esaudiscono il senso del dove e paesaggi che esaudiscono il senso del quando

(Fabrizio Caramagna)

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