Antica Repubblica marinara. Amalfi tra storia, arte e gastronomia

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Amalfi, comune di circa 5100 abitanti, è situata sulla costa meridionale della Penisola sorrentina, ad ovest di Salerno, in magnifica posizione al centro di una Costiera detta appunto Amalfitana, e con i vicini paesi di Positano, Praiano, Atrani e Ravello, costituisce una delle zone turisticamente più interessanti e famose dell’Italia meridionale. Nel Medio Evo fu Repubblica marinara, raggiungendo una notevole posizione di prestigio, testimoniata oggi dai monumenti del passato: il Duomo, il Chiostro del Paradiso e l’Arsenale. Le origini di Amalfi non si possono localizzare con sicurezza in un preciso momento storico. Secondo una cronaca medievale la città fu fondata da un gruppo di Romani naufragati nel IV secolo d.C. nella zona, ma le prime notizie sicure risalgono all’VIII secolo. La favorevole posizione sul mare e l’intraprendenza dei suoi mercanti assicurarono ad Amalfi un’autonomia dapprima economica e quindi politica. Nel IX secolo infatti Amalfi profittò, come altre città della costa meridionale tirrenica, dell’indebolimento dell’autorità bizantina provocato dai Longobardi, per rendersi indipendente dal Ducato di Napoli, organizzandosi in Repubblica. L’ordinamento repubblicano fu però presto mutato in una forma di governo ducale sotto l’alta sovranità orientale (958). Negli anni seguenti affermò sempre più la sua potenza marittima intensificando i suoi già fiorenti commerci con l’Italia meridionale e con i porti del Mediterraneo dove stabilì numerose sedi commerciali. La sua flotta partecipò anche attivamente alle lotte contro i saraceni. L’affermarsi della potenza normanna, congiunta alla rivalità del vicino principato di Salerno, segnò l’inizio del suo declino. Costretta nel 1073 a chiedere aiuto a Roberto il Guiscardo contro i Salernitani, cercò ancora per qualche decennio di sottrarsi al dominio normanno, finché Ruggero II re di Sicilia non la sottomise con la forza nel 1131. I Pisani, divenuti nel frattempo rivali di Amalfi nel commercio, sfruttarono questo periodo di crisi per inviare la loro flotta contro quella amalfitana che riuscirono a distruggere nel 1135. Questa perdita segnò la fine della potenza di Amalfi, il cui porto fu poi distrutto nel 1343 da una tremenda tempesta.

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La cittadina di Amalfi è ricca di monumenti, chiese e musei. Tra i monumenti di spicco vi è sicuramente il Duomo, dedicato all’apostolo Andrea, notevole esempio di architettura siculo-normanna. Ha subito nel corso dei secoli numerosi rimaneggiamenti. Nell’interno sono visibili le tracce duecentesche sotto la veste barocca impostagli tra XVII e XVIII secolo. La facciata fu rifatta alla fine del XIX secolo. Il Duomo sorse tra il VI ed il IX secolo d.C. su una precedente struttura paleocristiana, dedicata all’Assunta, prima protettrice di Amalfi. Interessanti sono le porte bronzee a formelle, fatte fondere a Costantinopoli nel 1076 da Pantaleone de Comite Maurone, nobile mercante amalfitano. La Chiesa più antica di Amalfi è Santa Maria Maggiore, fatta costruire da Mansone III nel 986 e consacrata nel 1161. Si ricordano ancora le chiese dell’Addolorata,  di Santa Maria del Carmine, Santa Maria del Pino, Santa Maria della neve, la Basilica-Museo del Crocefisso, il Chiostro del Paradiso e numerose cappelle. L’artigianato eccelle nella lavorazione della pregiatissima carta chiamata appunto “d’Amalfi”, di cui è possibile visitare le cartiere e un Museo ad essa dedicata. Nella gastronomia locale protagonista è il limone denominato “Sfusato amalfitano” IGP, da cui si ricavano essenze e che è presente in numerose pietanze sia dolci che salate.

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La cucina è prevalentemente mediterranea, legata ai prodotti ittici, alle verdure e alla pasta fresca fatta a mano di antica tradizione. Passeggiando tra gli intricati e bianchi vicoli d’impronta saracena, il turista resterà incantato dai colori, dai suoni e dai profumi che si spandono nell’aria e che lo invoglieranno a soffermarsi  a lungo nella terra baciata dal sole e dal mare.

Annamaria Parlato

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