“Buttati che è morbido”. Da Mamma Grazia a Nocera Superiore, il panettone artigianale è soffice e goloso

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Giuseppe e Pasquale Bevilacqua, gestori e artefici delle prelibatezze della pasticceria.

Quest’anno Giuseppe e Pasquale Bevilacqua hanno davvero fatto centro! Padre e figlio, sostenuti dalla bravura di tutta la famiglia, mamma e sorella comprese, hanno saputo ancora una volta stupire il pubblico con le loro nuovissime creazioni dolciarie natalizie, proprio durante la serata di giovedì 10 dicembre, in Via V. Russo a Nocera Superiore.

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La Signora Bevilacqua si occupa con dedizione del reparto vendite, sempre attenta al rapporto col cliente. Un clima sereno di collaborazione quasi familiare con tutto lo staff è alla base del loro successo.

La pasticceria Mamma Grazia è nota da ben 80 anni sul territorio salernitano, giunta alla quarta generazione di pasticcieri, nel 2011 ha subito un notevole restyling che le ha dato le sembianze di un vero e proprio gioiello, scrigno di prelibate dolcezze. La tradizione e le antiche tecniche sono incarnate da Giuseppe Bevilacqua, che ha rilevato dal 1991 l’attività, grande conoscitore della lievitazione e degli impasti con lievito madre, mentre l’innovazione e la modernità vengono con umiltà portate avanti da Pasquale, che appena diciottenne si specializzò all’Accademia Maestri Pasticcieri, in pralineria,  lavorazione artistica dello zucchero e studio dei lieviti. Portatori di scelte consapevoli ed originali interpreti della tradizione dolciaria classica napoletana, si distinguono attualmente per la produzione di panettoni artigianali, raffinati e golosi, di colombe e del brevettato dolce di San Pasquale, fiore all’occhiello dei Bevilacqua.

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I panettoni dopo una cottura ad una temperatura inizialmente dolce, centro bollente e morbido accompagnamento all’uscita, vengono posizionati a testa in giù sulle griglie di raffreddamento.

Ogni anno con l’avvicinarsi delle festività natalizie, la pasticceria presenta al pubblico le ultime creazioni, intrattenendolo con degustazioni ed un interessante laboratorio sulla realizzazione di un panettone artigianale. Il panettone, dolce milanese per eccellenza, conosciuto in tutta Italia, dal 2005 è regolamentato da un disciplinare che ne determina ingredienti e percentuali minime per poterlo definire tale. La sua storia si perde nella notte dei tempi, forse addirittura potrebbe risalire ai Romani, consumato soprattutto in epoca medievale e rinascimentale. Due sono le teorie più credibili che ne attribuirebbero l’invenzione o a Messer Ughetto degli Atellani, falconiere di Milano, o allo sguattero Toni, che per rimediare all’errore commesso dal cuoco al servizio di Ludovico il Moro, realizzò un dolce che accontentò i palati esigenti degli ospiti del Duca. Ma ritorniamo alla contemporaneità.

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Pasquale con lo chef Raffaele Pappalardo del Ristorante La Cambusa di Erchie-Maiori http://www.lacambusaerchie.it

Per la serata specialità sia dolci che salate, sotto il coordinamento di Marco Contursi, fiduciario Slow Food della condotta Agro-Nocerino-Sarnese, si sono susseguite abbondanti sotto gli occhi stupiti degli ospiti, che incantati hanno di buon grado affollato il locale, allietato dalle note musicali della tradizionale zampogna. Un angolo della pasticceria ha ospitato le creazioni dello scultore Marco Tramontano, in un vernissage d’artista, abile nel realizzare piccoli presepi in campane di vetro con la pietra calcarea della Costiera Amalfitana.   Sono state servite deliziose pizzette margherita, rustici, e poi a cura dello chef Raffaele Pappalardo del Ristorante La Cambusa di Erchie, si sono distribuiti caldi cuoppi di alici fritte, di piccole polpette, e un pacchero fritto in crosta croccante di tarallo, con ripieno di provola ed alici su salsa di pomodoro San Marzano.

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Pacchero fritto in crosta di tarallo con alici e provola su pomodoro San Marzano.
Pacchero fritto in crosta di tarallo con alici e provola su pomodoro San Marzano.
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Grazia Bevilacqua. Diplomata presso l’istituto d’arte e laureanda in Architettura, grazie alla passione e alla forte voglia di creare ed inventare, realizza torte da sogno.

Tutto questo è stato accompagnato da un piacevole prosecco frizzante Riva di Rocca, dai prodotti della Tenuta Col Sandago-Case Bianche, da un Aglianico IGP Terre del Principato, da una selezione di vini Cantine di Tufo e dalla grappa Magnoberta sui dolci.

Il Panettone di San Pasquale, una novità 2015 nella Pasticceria Mamma Grazia.
Il Panettone di San Pasquale, una novità 2015 nella Pasticceria Mamma Grazia.

In anteprima per l’evento è stato presentato al pubblico il panettone di San Pasquale, mandorlato con delicatissima farcia allo zabaione e amarasche, ovvero ciliegie selvatiche dal sapore un po’ acidulo, una vera prelibatezza. Ancora sono stati sezionati per l’assaggio il panettone Sorrento, ricoperto con cremoso al limone e farcito con i cubetti dell’agrume sorrentino, il Classico, il Fra Cappuccino al caffè, il Sicilia con pistacchio di Bronte e un Pandoro a dir poco divino. Il segreto della morbidezza dei panettoni è racchiuso tutto nella scelta delle materie prime, dalla farina di frumento, al burro, al miele di acacia, alle uova e al lievito madre, ottenuto da uva, farina, acqua e rinfrescato ogni giorno, tutti i giorni dell’anno.

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Le selezionatissime materie prime, indispensabili per la buona riuscita di un panettone artigianale.

La famiglia Bevilacqua classificatasi quest’anno al quarto posto dell’ottava edizione di “Re Panettone” a Milano, con la creazione a base di noci, cioccolato fondente al 61% e fichi del Cilento, continua a tenere alto il nome della Campania sul territorio nazionale, coccolando e prendendosi cura dei suoi dolci, quasi fossero delle creature umane, a cui affidare dedizione, conferire metodo, avendo rispetto delle materie prime, accentuando essenze e sapori in un’armonia senza note stonate.

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Giuseppe Bevilacqua, specializzato nel campo della lievitazione, artefice di panettoni e pandori, rispettoso delle tradizioni con una moderata apertura verso stili più moderni.
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Pasquale Bevilacqua, diplomatosi presso l’IPIA di Ponticelli ha avviato nuove lavorazioni di zucchero soffiato e di cioccolato modellato pralineria e torte di avanguardia.

L’Italia è per fortuna ancora un Paese dove c’è qualcuno che ama fare le cose per bene, che ama il proprio lavoro, che con sacrifici riesce a farsi strada pur incontrando mille difficoltà. Sono queste le realtà che piacciono, le micro-produzioni, che danno soddisfazioni, che ci ricordano  quanto sia ingegnoso e creativo il Meridione, che sanno di buono, dove ancora regna sovrana l’artigianalità, antagonista della squallida produzione a carattere industriale, serva dei riflettori, artificiosa, simbolo della fiera delle vanità.

Intelligenti pauca. Ad Maiora famiglia Bevilacqua, la fortuna aiuta sempre gli audaci.

Annamaria Parlato

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