citazione Pineta 1903 a Maiori. Una nuova era e una nuova avventura, il sogno di una vita di Carlo de Filippo

 

«….Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo del cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d’oro della solarità. »

(Brano tratto dalla poesia  I limoni contenuta in Ossi di Seppia, 1925, Eugenio Montale)

Pineta 1903, Sala interna.
Dettagli del design e complementi d’arredo.
Lo storico limoneto.

Carlo de Filippo il titolare e gestore del Ristorante-Pizzeria Pineta 1903, di origini furitane, mi ha accolto in una piovosa serata primaverile con cordialità e professionalità assieme alla sua famiglia. E’ stato piacevole aver fatto nuovamente visita ad un locale storico del centro cittadino maiorese sul Corso Reginna, punto di riferimento per tantissime persone, conosciuto per lo strepitoso limoneto soprattutto dai turisti. Il giardino di limoni collocato nella parte più interna del ristorante, non visibile dall’ingresso, è stato da sempre l’attrazione di questo posto che ha più di un secolo di vita alle spalle, in cui si respira l’aria della Costiera più autentica e schietta, il luogo ideale dove consumare una piacevole cena nelle calde sere d’estate in compagnia degli affetti più cari. Il locale che ricordavo in uno stile anni 70′ è stato completamente rinnovato in chiave moderna, a partire dal luglio 2015, con i tavoli rossi che fanno da contrasto alle pareti chiare con dettagli sia bianchi sia in mattoncini beige, dove ogni cosa non è stata lasciata al caso ma curata nei minimi particolari,  conservando però il pavimento originario. La zona bar è stata in parte occupata dalla rivendita dei tabacchi. Ho dialogato a lungo con la signora Mariantonia Cavaliere, madre di due bimbe e moglie di Carlo, responsabile di sala e con lo chef Giuliano Donatantonio aiutato in cucina dalla suocera Rosa Masolli, esperta conoscitrice dei piatti della tradizione maiorese, discutendo del più e del meno circa il futuro della gastronomia in Costiera Amalfitana, delle problematiche legate all’approvvigionamento delle materie prime di qualità, spesso difficili da reperire perché manca oggi un punto di riferimento per il settore ortofrutticolo in zona e dei sacrifici economici che Carlo assieme ai suoi cari ha dovuto affrontare per rilevare l’immobile, ma sicuramente orgoglioso di aver coronato il suo sogno, con il sorriso sulle labbra. Alla fine della chiacchierata  mi sono sentita davvero a casa e in una grande famiglia! Lo chef Giuliano, dopo vent’anni di esperienze all’estero, in giro per l’Italia e nelle cucine dei ristoranti della Costa d’Amalfi, è diventato ancora più scrupoloso nella ricerca delle materie prime, che per lui devono essere freschissime e territoriali, parecchie anche a Km 0, provenienti dall’orto di Carlo.

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Carlo de Filippo e sua moglie Mariantonia Cavaliere

Ancora Giuliano mi ha raccontato che tutte le mattine  di buon’ora si reca ad acquistare il pescato tra Minori e Cetara, direttamente sulla marina dal pescatore di fiducia, e poi con cura sceglie i limoni, i legumi e le verdure di stagione, insomma tutto il meglio che la natura del luogo può offrire. Il suo estro in cucina si è percepito attraverso le squisitezze che mi ha fatto degustare, in un mix di tradizione e innovazione, tra una miriade di profumi, spezie ed essenze mediterranee. Il risultato finale è stato quello di ricevere la sensazione di assaporare piatti che mi hanno riportata all’infanzia, che sono stampati indelebili nella memoria, anche se rivisitati nel rispetto più assoluto dei prodotti, conservando quella genuinità di fondo rassicurante e confortevole.

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Al centro lo chef Giuliano Donatantonio alla manifestazione curata da Slow Food Costa d’Amalfi lo scorso 21-22 aprile presso Palazzo Mezzacapo.

Questi alcuni dei piatti che ho assaggiato, partendo dall’entrée:

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una freschissima mozzarellina di bufala aversana su passata di pomodoro San Marzano con alice di Cetara e un pomodorino verde come decoro finale;

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come antipasti un tris di molluschi tra cui calamaro ripieno alla Punta Campanella, originalissimo, totani e patate alla praianese e seppie in guazzetto di pomodorino del piennolo su panzanella di pane biscottato di Agerola, un trionfo di bontà;

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a seguire filetto di baccalà scottato su fetta di sfusato amalfitano al balsamico, gamberone con podolico su stracciata di bufala e involtino di pesce spada con provolone del monaco, erbette aromatiche e pinoli;

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in alternativa al consueto primo piatto mi è stato servito un arancino di riso con seppie, zeste di limone e curcuma su julienne di verdure croccanti, e un tortino tiepido di farro perlato, fagioli di Tramonti con cuore di alici di Cetara, provolone del Monaco su pesto leggero di pomodori secchi e noci di Sorrento, presentato alla prima edizione della Festa in Condotta Slow Food Costa d’Amalfi.

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Non è mancato l’assaggio della classica pizza margherita con cottura a legna, lievitazione 48 h e ricerca delle farine biologiche, anche di kamut e di semi di canapa, preparata abilmente dal pizzaiolo Gianfranco Cavaliere, un vero maestro oltre che custode dell’arte della panificazione.

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Per concludere pasticciotto con crema e marmellata al limone artigianale e un sublime babà al limoncello. I dolci variano spesso e sono realizzati rigorosamente dallo staff del ristorante. La carta dei vini è regionale, con predilezione per le etichette della Costiera, e non mancano le birre artigianali sia italiane che estere. Io personalmente ho scelto una 3 Monts ad alta fermentazione di 8,5°, una birra delle Fiandre francesi con schiuma non molto persistente e un bel colore dorato, che si abbina gradevolmente a piatti sapidi di pesce.

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Cocktail Maijorito, ideato da Carlo de Filippo

Insomma perdere questo posticino è come commettere un’eresia, sempre all’avanguardia e pieno di iniziative vuoi per l’originale breakfast nel limoneto, vuoi per gli aperitivi serali a base di cocktail sempre nuovi tra cui l’insolito Maijorito, rivisitazione del noto Mojito ideata da Carlo in persona, che alla fine di tutto mi ha salutata e mi ha detto: “Non ti svelo nulla, posso solo dirti che ha una curiosa variante che lo rende più adatto alla Costa d’Amalfi. Si dovrà venire al Pineta ad assaggiarlo, per scoprirlo“.

Annamaria Parlato

CONTATTI:

corso reginna 53–  MAIORI (SA)
Costiera Amalfitana
cell.:  328 881 5393
http://www.ristorantepineta1903.it/
e-mail: info@ristorantepineta1903.it

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