Il principe dei vitigni campani: l’Aglianico. Bottiglie bendate e una lettura intrigante di cinque vini abbinati ai piatti della tradizione

Il 19 febbraio alle 20:30 presso l’Osteria VinoRosso di Nocera Superiore di Cosimo Ruocco, si è tenuta una degustazione alla cieca di cinque vini prodotti con l’Aglianico, a cura di Angela Merolla sommelier e organizzatrice di eventi enogastronomici.

L’Aglianico è un vitigno antico, probabilmente originario della Grecia e introdotto in Italia intorno al VII-VI secolo a.C. Non ci sono certezze sulle origini del nome, che potrebbero risalire all’antica città di Elea sulla costa tirrenica della Campania, o essere più semplicemente una storpiatura della parola Ellenico. Secondo altri deriverebbe dalla pronuncia spagnola “llano” durante la dominazione aragonese del XV secolo e dal suffisso latino “anicus” quindi Aglianico, che significherebbe “il vino della pianura”. In bocca, il vino prodotto da questo vitigno è pieno, strutturato, e questo consente l’abbinamento con piatti importanti, come arrosti, brasati, formaggi stagionati, ragù, secondi di carni rosse e perfino la pizza. Le caratteristiche di base del vino sono forte acidità e tannini esuberanti: questo vino prima di trovare il giusto equilibrio deve invecchiare preferibilmente in legno e poi ha bisogno di un successivo lungo affinamento in bottiglia.

L’Osteria-Enoteca VinoRosso è un luogo in cui poter assaporare la genuina cucina campana di una volta, grazie alla bravura dello chef Andrea Ferrara che sapientemente elabora un menù in cui riesce a dare sfoggio della sua preparazione sui piatti della tradizione campana, realizzati con fedeltà alle ricette antiche. Il locale ha uno stile architettonico tipico delle osterie, con pietre a vista, travi in legno e complementi d’arredo collegati al mondo agreste e alla cantina.

Il blind wine tasting “ROSSO AGLIANICO A VINOROSSO OSTERIA”, è stata un’esperienza intrigante e affascinate riservata alla stampa specializzata e ai sommelier. Ogni invitato è stato infatti dotato di una scheda tecnica su cui segnare giudizi e punteggi su ogni vino degustato e sul suo abbinamento col cibo. I vini sono stati presentati a tavola rigorosamente in anonimato e “bendati” senza quindi conoscere l’etichetta, la provenienza e l’annata per rendere incondizionato da giudizi l’esame organolettico. L’obiettivo della serata è stato quello dell’approfondimento dei terroir campani e dei principali vitigni che da sempre caratterizzano il comporto vitivinicolo regionale.

Queste le etichette degustate e i rispetti abbinamenti previsti dal menù:

Gioia-Irpinia rosato DOC 2018 della cantina di Castelvetere sul Calore (AV) “Frateli Follo” abbinato a frittelle al basilico e mini crocchette di patate. Questo vino ha una gradazione alcolica di 13% e nasce dalla vinificazione delle uve aglianico in purezza. Dopo una dedicata pigiatura, leggera macerazione e soffice pressatura, il mosto viene fermentato a basse temperature, in modo da preservare le sostanze aromatiche delle uve. Caratteristiche organolettiche: colore rosa antico, profumo delicato con sentori di fragola di bosco e lamponi, al palato risulta morbido e di grande persistenza con note aromatiche fruttate.

Felix-Aglianico 2016 della cantina di Frasso Telesino (BN) “Fontanarosa” abbinato ad un antipasto di salumi di Tramonti e ricotta vaccina salata e affumicata. Un vino di 12,5% piuttosto giovane di color rosso rubino. All’olfatto rilascia profumi di ciliegia croccante e pepe nero, mentre nella degustazione è gradevole per la buona freschezza e il corpo sottile.

Valentinia-Aglianico IGT Colli di Salerno 2013 della cantina di Montecorvino Rovella (SA) “Viticoltori Lenza” abbinato al soffritto o zuppa forte. Un vino di 13% prodotto dalla vinificazione in purezza di uve di Aglianico. Dal colore rubino intenso, al naso presenta accentuati sentori tostati, accompagnati da sentori di confettura e note speziate. Al palato è morbido ed avvolgente, con tannino elegante che si predispone al lungo invecchiamento. È un vino di gran corpo che si abbina ai primi piatti con condimenti forti.

Sole Rosso-Aglianico IGP Paestum 2017 della cantina di Castelcivita (SA) “Cantina dei Nonni” abbinato ai rigatoni al ragù di braciole di cotica di maiale. Colore rosso rubino, gradazione alcolica di 13,5%, ha sapore morbido, fruttato e viene affinato in acciaio. Esalta i primi piatti dai sapori semplici alle preparazioni più complesse.

Nonna Seppa-Aglianico Irpinia Campi Taurasini DOC 2013 della cantina di Montemarano (AV) “Cantine Delite” abbinato ad una costoletta di maiale con papaccelle. Un vino di 15% con sfumature granata che ha un complesso quadro olfattivo. Al gusto è tannico, strutturato, caldo, con chiusura persistente grazie ad una leggera freschezza di sottofondo che lo rende beverino nonostante il suo forte tenore alcolico.

Il dessert ancora tiepido, la colomba mandorlata classica con arancia candita, è stato presentato in esclusiva dallo chef napoletano Carlo Verde, grande esperto di lievitati. La colomba nasce dopo diversi anni di studio, il suo impasto con lievito madre raggiunge 36 ore di lievitazione e contiene solo ingredienti naturali e di alta qualità. E’ un dolce setoso, profumato, scioglievole, piacevolmente vanigliato, diverso dai soliti, una gran bella novità che avrà successo garantito.

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