L’Associazione Pizza Tramonti di rientro dal Cheese 2019. In maniera eccellente ha rappresentato il gusto di un territorio Divino

Naturale è possibile è stato il motto dell’edizione di “Cheese 2019”, la manifestazione biennale più importante al mondo sui formaggi a latte crudo ed i latticini, un invito a riflettere su ciò che di naturale veramente mangiamo, in relazione al complesso universo caseario ben rappresentato anche nel Comune di Tramonti.

La quattro giorni di Cheese, organizzata da Slow Food a Bra e Pollenzo (CN), ha avuto dalla sua l’autorevolezza per prendere in carico la questione: un percorso che, partendo dal latte crudo, approda ai formaggi naturali, ovvero senza “bustine” (batteri selezionati in laboratorio e riprodotti industrialmente da pochissime multinazionali) per dimostrare che i formaggi senza fermenti di sintesi sono più ricchi di biodiversità ed espressione più autentica dei territori di origine. Un parterre di produttori internazionali, un cartellone ricco di eventi di approfondimento, un’incredibile varietà di formaggi in assaggio. Produzioni naturali, quindi, concepite in nome della tutela della biodiversità e del rispetto per l’ambiente, ma arricchite da pane, pizza, salumi e vini.

E Tramonti non poteva mancare all’evento, con la sua secolare tradizione casearia. Protagonista l’Associazione Pizza Tramonti che ha fatto il punto sulla storia di questo prodotto d’eccellenza che si unisce col gusto del fior di latte in un connubio felice. Il segretario e responsabile della comunicazione per l’APT, Giuseppe Giordano, ha ripercorso la storia di Luigi Giordano, detto Giggino ’a casettara che negli anni ‘50 colonizzò il nord Italia, importandovi caseifici e pizzerie. L’associazione, per l’occasione in compagnia dei nipoti di Giggino e del caseificio Giordano di Oleggio che hanno svelato ai visitatori qualche curiosità, ha celebrato un percorso che, iniziato nei forni casalinghi con la famosa cotta di pane integrale, ha portato alla creazione delle prime pizze della scuola tramontana, propagando poi gli insegnamenti dei mastri pizzaioli nei cinque continenti e diffondendo ovunque il fior di latte e la pizza.

Il “Fior di Latte” è un prodotto di assoluta tipicità ed è parte integrante del patrimonio lattiero caseario di tutto il Mezzogiorno d’Italia. Anche se viene comunemente chiamato “mozzarella”, in realtà, è un tipo di formaggio fresco a pasta filata, prodotto con latte di mucca intero: è privo di crosta ma ricoperto da una sottile pellicola liscia e lucente, di colore bianco latte. Ha struttura fibrosa, costituita da più foglie sovrapposte, e rilascia al taglio e per leggera compressione, un liquido lattiginoso. Tramonti è la patria del Fior di Latte: i monti Lattari si chiamano così perché una volta erano pascolati da mandrie di vacche dalle quali si ricavava la materia prima per produrlo, un latte dalle qualità organolettiche e nutritive così straordinarie da far diventare la zona un punto di riferimento per tutta l’attività casearia della Campania: da qui si è diffuso nel mondo come latticino d’eccellenza.

Si tratta di una manifestazione importantissima alla quale non potevamo mancare, un altro evento che ha messo in risalto le nostre tipicità, ma soprattutto le nostre maestranze – ha dichiarato il Presidente dell’APT Vincenzo Savino – Una vetrina internazionale, in cui confluiscono tanti dei nostri prodotti, il pane, la pizza e ovviamente i formaggi e le bontà casearie dei Monti Lattari.

La promozione del nostro territorio deve passare inevitabilmente attraverso le eccellenze che porteranno il Brand Tramonti nelle migliori kermesse del gusto, del cibo buono e autentico: un nuovo corso e delle nuove strategie, fatte di qualità, investimenti ed eventi internazionali, perché Tramonti e la pizza valgono oro, come il Fior di Latte, l’oro bianco della Divina Costa!”.

Una curiosità, nel 1889 in occasione della visita a Napoli del Re Umberto I e della Regina Margherita di Savoia, Raffaele Esposito infornò tre diverse pizze. La preferita della Regina era una pizza che evocava i colori della bandiera italiana – verde (basilico), bianco (mozzarella) e rosso (pomodori). Tutti sanno che questa combinazione fu battezzata Pizza Margherita in suo onore; in pochi sanno, invece, che il Fior di latte usato da Raffaele veniva direttamente dai Monti Lattari, precisamente dalla nostra Tramonti.

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