Osteria-Pizzeria La Bufala Brilla a San Mango Piemonte. Il sogno dei buongustai in cerca di sapori veri

C’era una volta un meraviglioso castello dove viveva un vecchio re amante delle mele; i suoi sudditi lo chiamavano Refrutta. Un giorno nel regno arrivò un cavaliere che offrì al re una mela speciale che non aveva mai assaggiato prima. La mela era rossa, succosa e molto dolce. Il re gradì moltissimo e per ringraziare il cavaliere del bel dono, lo nominò custode del regno. Chiese il nome della mela e il cavaliere gli rispose che quella era una mela annurca. Il re decise di far piantare centinaia di alberi di quella specie. Così il regno fu pieno di meli tanto che non rimase più spazio per coltivare altro. Il regno, per questo, cambiò nome e si chiamò Regno Annurco. (La Mela di Refrutta di Piero De Filippis in “Melarenda: una fiaba per l’annurca” – Gustannurca e I quaderni della Pro Loco di San Mango Piemonte)

Questa è anche un pò la favola di Carlo Di Falco e Maria Rosaria Landi che assieme allo chef Salvatore Fasolino hanno creato la squadra vincente della Bufala Brilla. L’Osteria-Pizzeria infatti è collocata proprio alle pendici del Monte Tubenna, a San Mango Piemonte, la città della mela annurca che offre molte attrattive turistiche. Il locale vuole coniugare tradizione e innovazione in un’ambiente tranquillo e familiare, in cui la ricerca dei prodotti migliori è all’ordine del giorno per far vivere al commensale un’esperienza gastronomica unica, un viaggio attraverso l’Italia dei sapori. Tra una chiacchiera con l’oste e un ottimo piatto accompagnato da buon bicchiere di vino, si vivono alcune ore in spensieratezza senza lo stress che quotidianamente attanaglia. Carlo è un valido intrattenitore oltre che un esperto conoscitore dei migliori prodotti campani e nazionali. Commerciante in pieno centro a Salerno, Carlo da più di un anno ha rilevato la gestione del ristorante, realizzando il sogno di una vita. Lui è in sala, Salvatore ai fornelli e la moglie Maria Rosaria si occupa della pasticceria handmade. La location è rustica con una luminosa sala interna, accogliente e calda in inverno proprio per la presenza del forno a legna per le pizze. All’esterno una spaziosa veranda è comoda e fresca soprattutto durante il periodo estivo. La cucina è mediterranea, schietta come l’affiatata coppia che riesce ad essere in sintonia in maniera perfetta, sempre cordiale con i propri ospiti buongustai. L’entrée di benvenuto, servito prima dei golosi antipasti, è stato originale e ben presentato, predisponendo piacevolmente il palato all’assaggio delle altre portate selezionate dall’intrigante menù.

Bufala e limone nello specifico, o meglio un bocconcino di bufala semi-sciolto, inglobato in un limone tagliato a metà e aromatizzato dalle essenze sprigionate dall’agrume con la sua bella crosticina invitante. In abbinamento il Trentapioli di Salvatore Martusciello, uno spumante da Asprinio d’Aversa DOC, con metodo martinotti brut millesimo 2017, ottenuto rigorosamente da vigneti ad alberata, unici nel loro genere, provenienti dal comune di Casapesenna, nell’agro aversano.

E già qui si è aperto un mondo e il pensiero è andato verso la Costiera Amalfitana. La degustazione è proseguita con una serie di antipasti a base di formaggi del territorio salernitano a latte di pecora e bufala firmati da “Omaggio Al Formaggio” tra cui il pecorino al tartufo e lo spalmabile a crosta fiorita di bufala (tecnologia Camembert) accompagnati da miele di acacia, confettura di cipolle rosse e un crostino con scioglievole lardo di maialino nero casertano.

Il secondo antipasto ha previsto una quenelle di candida burrata pugliese condita con pepe e olio extravergine d’oliva colline salernitane DOP, una frittellina di pasta cresciuta su gremolada di pomodori da insalata ed eccellente lonzarda della medesima razza di maiale dal gusto pieno e avvolgente e di colore rosato compatto e uniforme, sostenuto dal filetto di lardo bianco con striature anch’esse rosate.

Con questi due piatti invece il pensiero è andato verso le montagne, i boschi, le impetuose cascate di acqua purissima e la natura lussureggiante del Monte Tubenna, che si erge come un guerriero un pò scontroso ma fiero e maestoso, a guardia degli abitanti che popolano le fertili terre dei Picentini.

Dopo queste leccornie, è stato servito un magnifico risotto, un carnaroli assemblato alla perfezione dallo chef Fasolino, che ha fatto bella mostra di sé con i suoi croccanti e sottilissimi asparagi di montagna e le sue vongole veraci. Delicatissimo, si è fatto mangiare senza se e senza ma. Ancora un tagliolino o taglierino all’uovo al limone sfusato amalfitano con la sua crema vellutata e quella fetta di limone a decoro che sembrava la luna piena in una lussuriosa notte d’agosto.

Poi è arrivato il terzo primo e qui c’è stato anche il passaggio del testimone nella staffetta dei vini da Trentapioli a Otto Uve Gragnano Penisola Sorrentina DOC, sempre della stessa cantina. Questo vino è un omaggio ai molteplici vitigni autoctoni che storicamente concorrevano ed in parte ancora concorrono alla produzione del Gragnano: il piedirosso, l’aglianico, lo sciascinoso, la suppezza, la castagnara, l’olivella, la sauca, la surbegna.

Il vino è stato abbinato ad una spaghetto alla chitarra artigianale con pomodorino giallo del Vesuvio, granella di nocciole di Giffoni IGP, guanciale di Norcia e pecorino locale grattugiato. Questo piatto è senza ombra di dubbio il cavallo di battaglia del locale, nato da un’idea di Carlo che ha rivisitato una ricetta testata durante uno dei suoi numerosi viaggi in giro per il mondo. Leggermente sapido ha saputo in ogni caso conquistare l’applauso finale.

Ma uno chapeau meritatissimo con bacio accademico è andato senza ripensamenti al tiramisù alla mela annurca della Signora Maria Rosaria. Sublime, leggero, insolito, impiattato come un piccolo gioiello, anzi un dipinto, un capolavoro in miniatura dell’arte dolciaria. Strati di savoiardi realizzati a mano, inzuppati leggermente in liquore alla mela, con mousse di mascarpone, crumble di amaretti sbriciolati e cubettatura di mela caramellata in cima. La raffinatezza del dolce ha richiamato una coloratissima e leggiadra natura morta dell’artista fiammingo Vincent Van Gogh con papaveri e margherite in vaso della fine del 1800.

Vincent Van Gogh, Natura morta con vaso di papaveri e margherite, 1890 ca., collezione privata
– Le immagini dei quadri sono tratte da internet e sono pubblicate per scopi esclusivamente illustrativi, nel rispetto del comma 1-bis dell’articolo 70 della legge n. 633 del 22 aprile 1941, e del D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 68. Qualora la loro pubblicazione violasse specifici diritti di autore, si prega di comunicarlo per la tempestiva rimozione –

Le sorprese da Bufala Brilla non finiscono qui perché a cena gli amanti della pizza possono scoprire la maestria del pizzaiolo che li condurrà alla scoperta di prodotti speciali, come il pomodoro San Marzano DOP, l’olio EVO 100% italiano e salernitano, la Mozzarella di Bufala Campana e tante altre specialità. Insomma a prezzi competitivi qui si mangia da Dio e l’accoglienza è da dieci e lode.

Foto di Fiorella Quarto

La Bufala Brilla Via Francesco Spirito 90
84090 San Mango Piemonte Tel. 089 971 0278
labufalabrilla@gmail.com

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