Un nuovo patto sociale tra agricoltori e consumatori, teso a garantire la sopravvivenza dell’agricoltura ed a far sì che questi ultimi possano esercitare il loro diritto a mangiare sano

Il prossimo 6 dicembre alle ore 17 e 30 presso l’Azienda Sperimentale Regionale Improsta di Eboli, Sviluppo Agricoltura Progresso unitamente all’Associazione Culturale Mediterranea Passione, e con la collaborazione dell’Associazione di Promozione Sociale “Laudato Sì” di Baronissi e l’Istituto d’Istruzione Superiore “Enzo Ferrari” di Battipaglia, promuovono un incontro aperto ai consumatori, alle amministrazioni locali e ai produttori sui temi della salute, della sostenibilità, della sovranità e della sicurezza alimentare. Attraverso tali temi si vorrebbe dare spazio ad azioni di sostegno alle filiere agroalimentari più autentiche, quali quella del pomodoro impegnata a valorizzare le varietà locali, piuttosto che quella del latte e dei suoi derivati o del grano con la riscoperta dei grani antichi. Tutto questo attraverso un nuovo patto sociale con al centro questi temi, che nasce dalla necessità di sviluppare un nuovo progetto, che tenga insieme gli agricoltori e i consumatori, al fine di sostenere la nostra agricoltura di fronte alle nuove sfide del terzo millennio. La profonda crisi che investe l’agricoltura italiana non risparmia la nostra fiorente Campania Felix, nonostante l’eccellenza che può vantare nel sistema agroalimentare, nella sua accezione più ampia, infatti, può fregiarsi di tredici produzioni DOP, nove IGP, due STG, quattro DOCG nel settore vitivinicolo con venticinque vini a marchio DOP e IGP, e infine di ben 456 prodotti tipici tradizionali. Si pensa che questa crisi non sia nata dal nulla: essa è il frutto di scelte politiche scellerate, di modelli di sviluppo sbagliati, che hanno favorito la speculazione finanziaria, relegando l’Agricoltura a cenerentola dell’economia italiana, mortificando così tutte le sue potenzialità di sviluppo e barattando la sua crescita al tavolo di accordi commerciali e trattati transnazionali che, di fatto, ne hanno certificato il totale abbandono. Valga da esempio quello che adesso sta interessando la produzione di grano duro, su cui è in corso una forte azione speculativa, nata dall’intreccio di interessi finanziari e dall’incapacità d’interpretare i bisogni autentici degli agricoltori e dei cittadini. Si favorisce l’importazione di grano dall’estero, a scapito dei grani italiani, si rinuncia a ricercare accordi di filiera capaci di garantire reddito ai cerealicoltori, investimenti alla trasformazione e sicurezza alimentare, abbandonando così a se stessi i cerealicoltori e il patrimonio cerealicolo meridionale. Nella seconda metà dell’ottocento Gragnano è stata la capitale mondiale della pasta. Oggi in Campania, dove la pasta non è un semplice alimento, ma rappresenta tradizione, arte, cultura e narrazione e, dove la pizza è il prodotto gastronomico più tipico della cucina napoletana nel mondo, non possiamo sottrarci né consentirci di lasciare la produzione di grano duro nelle mani delle lobby dei trasformatori industriali. È necessario impedire il palese tentativo di monopolizzare la produzione del grano duro “Senatore Cappelli” da parte di qualche pseudo organizzazione sindacale. Occorre un’inversione di tendenza, servono alternative concrete, bisogna contrastare con forza il disegno di svuotamento dell’agricoltura locale al fine di affidarle nuovi compiti sia per il progresso del settore, sia per il benessere di tutti. Abbattendo, così, il pericolo di trasformare il comparto in un grande mercato di consumo e di speculazione finanziaria dove i più ricchi possono permettersi cibi sicuri e costosi mentre la gran parte dei cittadini è costretta a vedersi negare questo diritto.

Nuovo Patto Sociale

La possibilità di ridare vigore alle aree rurali necessita di un nuovo “patto” tra agricoltura e società. Per intraprendere questa strada bisogna dare più spazio alle nuove reti di imprese agricole di piccola e media dimensione che sono in grado di valorizzare le risorse endogene del territorio in modo sostenibile. L’agricoltura offre il suo patrimonio di capacità imprenditoriali e produttive, basato su tradizioni e cultura, al servizio della società italiana e rivendica il suo ruolo nell’economia in nome di un “Nuovo Patto con la Società” fondato sul riconoscimento del contributo dell’agricoltura allo sviluppo ed all’occupazione, al benessere sociale nella sua accezione più ampia: qualità della vita, coesione sociale, biodiversità, ambiente , paesaggio e sicurezza alimentare. Il valore dell’agricoltura produttiva non deve essere visto solo come una componente del PIL, bensì come la capacità di trasformare la ricchezza del prodotto agricolo, con la sua storia, la sua tradizione, la sua cultura, in una leva strategica che consenta agli agricoltori di produrre reddito, soddisfacendo in tal modo i bisogni collettivi. La Costiera Amalfitana, patrimonio mondiale dell’ umanità, senza i suoi limonicoltori a presidio del territorio non sarebbe stata riconosciuta come tale, ecco perché è nostro dovere riuscire a coniugare le nostre bellezze paesaggistiche con gli interessi del mondo agricolo in modo tale da assicurare genuinità, stagionalità, e sicurezza alimentare ai consumatori. Per rendere concreto tutto ciò occorre un patto tra agricoltori e consumatori teso a garantire la sopravvivenza dell’agricoltura ed a far sì che i consumatori possano esercitare il loro diritto a mangiare sano. Richiediamo un’agricoltura forte e imprese competitive capaci di produrre reddito per gli agricoltori e ricchezza per la nazione.

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