And all that I can see is just a yellow lemon-tree…Così è iniziato un viaggio di emozioni gastronomiche a Palazzo Pucci

“Cò fiori eterni eterno il frutto dura, e mentre spunta l’un, l’altro matura”

TORQUATO TASSO

Rocca Imperiale (CS). Il ristorante e pizzeria Palazzo Pucci è collocato in uno dei borghi più belli della regione Calabria. Ci troviamo nell’Alto Jonio cosentino, territorio collinare e montuoso che guarda verso il Massiccio del Pollino, sovrasta il Golfo di Taranto e separa la piana di Sibari da quella di Metaponto. Un lembo di terra variegato e variopinto dove cultura, folclore, sapori e archeologia si mescolano tra loro, creando percorsi ed itinerari che lo rendono meta ideale per un turismo selezionato e responsabile. La gente dai tratti un po’ lucani è ospitale, accogliente, fiera delle proprie origini greco-romane ma soprattutto bizantine e normanne, è sempre pronta ad accogliere il visitatore guidandolo in un viaggio esperienziale ed emozionale, che coinvolga a 360 gradi.

In questa magnifica cornice si trova il quattrocentesco Palazzo Pucci, che fu sede del Municipio, la cui veste architettonica attuale risale per lo più al XIX secolo, gestito da ben due anni da Ferdinando Di Leo, Antonio Vitarelli e Franca, con le rispettive famiglie. Il borgo federiciano di Rocca Imperiale, distante dalla marina 4 Km  composta da scogli, ciottoli e fine sabbia dorata,  oltre ad essere famoso in quanto paese della poesia (ogni anno infatti si tiene un importante concorso internazionale, in cui la poesia vincitrice viene affissa sulla facciata di un edificio del centro storico su stele di ceramica) è altresì rinomato per il suoi profumatissimi limoni IGP, soprannominati “l’oro di Federico II”.

Il castello svevo risalente al XIII secolo è il simbolo del comune che conta circa 3000 abitanti, un luogo di grande importanza strategica e militare a controllo dell’antica Via Appia-Traiana. Rocca Imperiale non è solo agrumeti (arance, limette, bergamotti) ma anche uliveti, vigneti e varietà orto-frutticole, come piselli, fichi, pere, peperoncini, albicocche, funghi.

Un tipico paesaggio ad agrumeto in cui sono visibili anche le tecniche d’irrigazioni del terreno attraverso la catusa o sorgente d’acqua sotterranea che convoglia nella cibbia, vasca di contenimento delle acque.

La preparatissima chef Enza Crucinio, docente di cucina per “Lucania Food Experience” ovvero un’associazione di cuochi professionisti, da due anni chef ufficiale di Casa Sanremo, originaria di Policoro, ha quotidianamente a disposizione tanta materia prima d’eccellenza su cui lavorare e la sua cucina è intrisa di saperi che con passione trasmette ai suoi commensali. L’affidabile brigata di cucina e il cordialissimo personale di sala, hanno reso unica l’esperienza a Palazzo Pucci, un monumento d’inestimabile valore, curato in ogni minimo dettaglio, sia negli spazi esterni che interni, dove ogni cosa non è lasciata al caso ma abilmente studiata da Ferdinando, che da buon imprenditore dell’accoglienza, gestisce anche il B&B La Casa Incantata e un negozio di prodotti tipici e souvenir, che occasionalmente può essere anche un luogo di incontri e dibattiti culturali, grazie alla tipica conformazione architettonica a “grotta”, singolare nel suo genere.

Ferdinando Di Leo ed Enza Crucinio

La cena è iniziata con uno strepitoso entrée a metà strada tra Basilicata e Calabria, peperoni cruschi in pastella e frittelle di sardelle, meglio conosciute come bianchetti o novellame. In bocca c’è stata subito un’esplosione di gusto, note intense, decise e piacevolmente intriganti. Ho accompagnato il pasto sorseggiando lentamente un rosato Terre di Cosenza DOC, strutturato e godibilissimo.

Frittelle di sardella
Peperoni cruschi pastellati

A seguire due assaggi di primi piatti: uno spaghettone su crema di pecorino crotonese, pepe, cozze tarantine e zeste di limone di Rocca IGP, e strascinati alla farina di mischiglio su fonduta di caciocavallo podolico con ragù bianco e mollica di pane tostata. Anche qui c’è stato  l’incontro di più culture e tradizioni mescolate tra loro, di regioni che da cui attingere rarità quasi dimenticate. La farina di mischiglio ad esempio è tipica del potentino ed è costituita da ceci bianchi, orzo, favino con aggiunta di grano tenero di carosella e grano duro della varietà cappelli. Lo spaghettone, una rivisitazione ben riuscita della classica cacio e pepe, ha sprigionato  freschezza incapsulata nelle zeste di limone, ricche di profumi che hanno contrastato con la sapidità delle cozze e del pecorino. 

Il percorso emozionale mi ha poi condotta sino ai secondi di mare e di terra. Sublime il lingotto di tonno alalunga scottato e panato ai semi di sesamo su cipolle di Tropea in agrodolce, in cui si è percepito un leggero influsso di cultura orientale; per palati “strong” invece la tagliata di podolica al carbone vegetale accompagnata da chips di patate rosse del Pollino. Queste ultime una vera prelibatezza, saporite e consistenti, presentano pasta gialla e asciutta, ideale per ogni preparazione.

A chiudere la trionfale cena un tris di dolci, realizzati dalla chef e dai nomi singolari: “Terra Mia”, “Tri è meggh ca un” e Sbriciolata di sfoglia su crema al whisky con frutta di stagione.

Terra Mia composta da morbido al cioccolato, crema di limone, meringhe sbriciolate e frutta fresca, mi ha mandata in estasi. Questi ingredienti messi assieme hanno reso il dessert indimenticabile, una vera e propria opera d’arte, delicata nell’impiattamento, simile a un paesaggio o una  natura morta di fiori di Claude Monet.

Tri è meggh ca un ovvero mini cheese-cake in bicchierino con mousse di ricotta aromatizzate al pistacchio, limone e frutti rossi, hanno creato un giocoso divertissement sulla tavola.

Infine la sbriciolata spumosa e soffice, ha stabilito una costruzione di consistenze molto piacevoli al palato.

Palazzo Pucci non è solo ristorante ma anche pizzeria, coordinata dal pizzaiolo Franco soprannominato “Pizzaman”, in cui ampia è la scelta di gusti. Si parte dalle pizze più classiche e si finisce con quelle gourmet (interessante è quella con scorze di limone IGP, pomodoro, mozzarella, bresaola, rucola e grana) in cui la ricerca del prodotto e la territorialità sono presenti sul disco d’impasto, fatto molto semplicemente con lievito, acqua e farina.  “Calabrese” con salame piccante e “Boscaiola” con funghi, salsiccia, patate e rosmarino tra le più richieste, mi ha spiegato il giovanissimo Angelo Truncellito,  addetto alla brace e aiuto pizzaiolo, che con amore e gesti sapienti ha deposto dinnanzi ai miei occhi le sue pizze nel forno a legna, leggere, ma più sottili e croccanti con cornicione meno pronunciato.

La Calabrese con salame di suino nero piccante

La carta dei vini include un’ampia scelta di etichette nazionali con predilezione per quelle territoriali, presenti anche le birre artigianali. Il limoncello è altra specialità del ristorante, aromatico e con un buon equilibrio tra zuccheri e alcool, ideale per concludere un pasto e testare tutta l’intensità dei limoni di Rocca Imperiale, meglio conosciuti come “rifiorenti”, poiché fioriscono almeno quattro volte all’anno.

Se visiterete Rocca Imperiale, allora questo luogo meriterà di sicuro la vostra attenzione. Un posto in cui gesti ripetuti, gesti antichi si sono tramandati da generazioni; una meta gourmand per appassionati di enogastronomia in cui fare ricerca è l’obiettivo primario, per trasmettere identità storiche e culturali grazie alle quali il piacere di sedersi a tavola rivive giorno dopo giorno.

Annamaria Parlato

PALZZO PUCCI
Via Cincinnato 14
87074 Rocca Imperiale (CS)
Telefono: +39 0981936195
http://www.palazzopucci.com

 

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