ll tempo sembra essersi fermato a Villa Rizzo. Tra le colline picentine un’oasi di benessere, buona cucina ed eventi culturali

Lo scorso 22 dicembre 2016 a Villa Rizzo Resort&Spa, nota struttura di charme a San Cipriano Picentino, si è tenuta la serata conclusiva della rassegna musicale “Jazz in Villa”, curata da DeArt Progetti e da Your Mood, società attiva nel settore del Management e della Promozione. In scena vi sono state la musica, l’arte e la solidarietà, infatti in collaborazione con l’AIL – Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mielomi (Sede di Salerno), il ricavato dalla vendita di gadget natalizi è stato completamente devoluto a sostegno della ricerca. Una serata fortemente sostenuta dal patron Dott. Gaetano Rizzo, che ha fatto della Villa-Masseria della Nocciola, il fiore all’occhiello dell’accoglienza turistica, in un territorio a pochi chilometri da Salerno e a metà strada tra le due coste, quella amalfitana e quella cilentana.

La performance di Luca Alemanno Trio, giovane bassista salentino accompagnato da Claudio Filippini al piano e Nicola Angelucci alla batteria,  si è basata su un’inedita composizione jazzistica con rivisitazioni di brani appartenenti alla tradizione musicale europea e afroamericana. Il Jazz è un genere musicale affermatosi negli Stati Uniti sul finire del XIX secolo, di origine popolare si diffuse soprattutto nel Sud e particolarmente a New Orleans, alla foce del Mississippi. I più famosi esempi di jazz della storia sono state le brillanti improvvisazioni di Louis Armstrong, le raffinate ed elaborate performance di Duke Ellington e quelle caotiche delle marching-bands e dei singoli complessi, spesso costituiti da pochi strumentisti, come il “Modern Jazz Quartet”. L’incontro tra il patrimonio etno-musicale dei Neri, Americani, Inglesi, Scozzesi e delle altre comunità allora operanti negli USA diede vita al Jazz.

Assieme alla musica c’è stato poi il connubio di arte e cibo, dato dalla mostra del poliedrico artista salernitano Marlen Afef Altodè e dalla degustazione a base di nocciola del giovane executive chef Riccardo Fasulo.

Le opere di Marlen Afef Altodè si sono integrate alla perfezione nel contesto rurale e rustico della masseria, sposando la felice soluzione del binomio arte contemporanea-antico, che non è mai sbagliato. Lo stile delle coloratissime tele è la “DigitalPopArt”, con prepotenti richiami al minimalismo, al cubismo, alla grafica, al primitivismo e alla materialità delle sculture in legno, pietra e metallo di chiara matrice africana. Il messaggio è forte e chiaro, ciò che conta non è la mera rappresentazione della realtà, ma dare voce e vita alle pulsioni interiori che si agitano nel nostro inconscio, dare forma alle emozioni, con un linguaggio apparentemente semplice ma immediato e versatile.

Lo chef Riccardo Fasulo originario di Giffoni Valle Piana ha impostato il suo menù nel Ristorante “Il Fienile” su diversi piatti in cui è venuta fuori preponderante la nocciola Tonda di Giffoni IGP, una delle cultivar italiane più pregiate in assoluto, con polpa bianca, consistente e dal sapore aromatico. Una cucina fresca, leggera e molto saporita che richiede ancora piccole limature ma che ruota attorno al perno della tradizione e della materia prima di qualità. La masseria infatti è circondata anche da vigneti e uliveti, un territorio quindi ricchissimo di eccellenze e di varietà regionali collegate al bosco e al sottobosco di primo piano. Entusiasmante l’entrée rappresentato dall’arancino di ricotta di bufala in crosta di nocciole su fonduta al parmigiano.

Interessante e intrisa di contaminazioni la zeppola di choux con ricotta di bufala su gazpacho di pomodorini e nocciole;

Forti richiami con la tela di Marlen intitolata “Consumismo”, per quanto riguarda forme colori, più sbiaditi nel primo piatto composto da Lagane e ceci con granella di nocciole e guanciale dei Monti picentini, un’esplosione di sapori ben definiti che hanno fatto inserire questa pietanza nell’élite del Gusto e della Territorialità;

Meno esaltante il secondo piatto ossia un Filetto di maialino lardellato con burro alle nocciole su letto di patate al rosmarino, anche se ben insaporito dalla densa salsa nocciolata che ha donato tutti i suoi aromi e una piacevole grassezza alla patate;

A chiudere in dolcezza la Caprese alle nocciole, strutturata e degna rappresentante della bellezza dell’area dei Picentini,  immortalata nei versi del poeta Jacopo Sannazaro: «Vi è tra i monti una valle bellissima sulla quale sovrasta, ergendosi al cielo la rupe Cerreta».

Il vino che si è voluto abbinare è stato un Aglianico IGT 2011 della cantina Casa di Baal di Montecorvino Rovella.

Nel complesso ben fornita la carta dei vini, degli spumanti, dei passiti e delle birre artigianali. Quest’ultime dovrebbero essere arricchite con altre etichette territoriali. Il personale attentissimo e un servizio impeccabile hanno dato conferma al fatto che Villa Rizzo si stia affermando sempre più sul territorio sia per le valide iniziative culturali che gastronomiche, con l’augurio che per il futuro ve ne siano altre di pari o superiore importanza.

Annamaria Parlato

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