“Ed or ora immolarmi voglio il becco
Aureliano Acanti, 1754, Il Roccolo
Con quel melaromatico Prosecco”.

Sabato 14 ottobre 2023, occasione unica di approfondimento del Prosecco Superiore DOCG Conegliano Valdobbiadene e di tutte le sue caratteristiche, presso l’Hotel Cetus a Cetara, rivolta agli amanti del vino e della gastronomia. Tre Masterclass organizzate da Antonio Stanzione, già curatore di Guida Bio 2023, in collaborazione con il Consorzio del Prosecco rappresentato per l’occasione dal Direttore Diego Tomasi. A partire dalle ore 15:00 gli chef del Cetus e i sommelier AIS hanno dato il via alle degustazioni che hanno accompagnato le relative lezioni “Dal vigneto al calice: conoscere il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG” e “Di Riva in Riva” per scoprire le peculiarità del terroir. Alle ore 19:00 l’ultima Masterclass con maggiore affluenza di appassionati, tecnici di settore e stampa, intitolata “Dall’aperitivo al dolce: come abbinare il Superiore a tavola”. Il Direttore di Guida Bio Antonio Stanzione così ha esordito: “Siamo felici di vedere tantissime persone questa sera a Cetara per conoscere in maniera più approfondita le peculiarità a tavola del Prosecco DOCG. Verranno fuori sicuramente delle belle novità inaspettate, anche perché tutti bevono prosecco durante l’aperitivo o in abbinamento alla pasticceria. Scoprirete che c’è tutto un mondo attorno a questo vino e qui abbiamo portato assieme al Consorzio le migliori cantine di produzione come Perlage Winery, Sorelle Bronca, Masottina e Bortolomiol. Buona bevuta a tutti!“.

Prima di proiettare le slide per illustrare la storia del Prosecco, i convenuti hanno ricevuto i saluti del Direttore Tomasi, docente della Masterclass assieme a Stanzione, e della giovanissima Brand Ambassador Anna Nardi per Perlage Winery che ha presentato brevemente la storia aziendale della sua famiglia. Dopo i saluti sono state proiettate diverse slide di approfondimento.

Il Prosecco è un vino italiano che ha guadagnato popolarità in tutto il mondo per le sue caratteristiche leggere, fresche e fruttate. È tipicamente prodotto nelle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia dell’Italia nord-orientale, con la maggior parte della produzione che avviene nelle aree del Prosecco DOC e del Prosecco DOCG, comprendenti 15 comuni. Le Colline nel 2019 hanno ottenuto la denominazione di Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Il Prosecco della regione Conegliano-Valdobbiadene ha la denominazione di qualità più alta, il Prosecco Superiore Conegliano-Valdobbiadene DOCG. Si ottiene principalmente con l’uva Glera per l’80%, anche se i regolamenti consentono di includere altri vitigni in piccole quantità, ed è noto per le sue bollicine gentili e persistenti, che gli conferiscono una qualità vivace ed effervescente. Il Prosecco è disponibile in vari stili a seconda della percentuale di residuo zuccherino, tra cui extra brut (più secco) e brut (secco), extra dry (leggermente dolce) e dry (più dolce). La scelta dello stile dipende dalle preferenze del produttore e dal profilo gustativo desiderato. Esistono due metodi principali di produzione del Prosecco: il metodo tradizionale e il metodo in vasca. Il metodo della vasca, noto anche come metodo Charmat, è il metodo più comune per la produzione del Prosecco. In questo metodo, la seconda fermentazione che crea le bollicine avviene in serbatoi di acciaio inox, anziché in bottiglie singole. Viene spesso gustato come aperitivo, ma si abbina bene anche a una varietà di cibi, come frutti di mare, primi piatti leggeri e antipasti, è sicuramente una scelta popolare per le celebrazioni e le occasioni speciali. Il Prosecco ha visto un’impennata di popolarità negli ultimi anni aumentando l’export e conquistando gusti internazionali. Le origini del Prosecco possono essere fatte risalire all’epoca romana, quando la coltivazione dell’uva era già praticata in queste zone, infatti una stele funeraria ricorda le parole di un centurione romano, citando i vendemmiales, celebrazioni in occasione della vendemmia. Nel corso dei secoli, la coltivazione dell’uva e la produzione di vino proseguirono nella regione, ma il vino non era ancora identificato come il Prosecco che conosciamo oggi. Il termine “Prosecco” appare nei documenti storici a partire dal XVI secolo. Tuttavia, in quel periodo, si riferiva sia all’uva utilizzata per produrre il vino che al vino stesso. Nel XIX secolo, un enologo italiano di nome Antonio Carpenè sviluppò il metodo Charmat (fermentazione in vasche chiuse) per la produzione di vini spumanti, inclusi quelli a base di Prosecco. Questo metodo contribuì in modo significativo allo sviluppo del caratteristico effervescente del Prosecco. Negli anni ’60 del XX secolo, il Prosecco ricevette il riconoscimento ufficiale come denominazione di origine controllata (DOC) e divenne noto come Prosecco DOC. Questo fu un passo importante nel confermare il prestigio del vino. A partire dagli anni ’80 e ’90, il Prosecco iniziò a guadagnare popolarità a livello internazionale. La sua natura leggera e fruttata lo rese una scelta attraente per i consumatori di tutto il mondo. Nel 2009, alcune delle aree di produzione più prestigiose, come Conegliano-Valdobbiadene e Asolo, furono elevate al rango di denominazione di origine controllata e garantita (DOCG), il massimo livello di riconoscimento per i vini italiani. Questo contribuì a differenziare ulteriormente il Prosecco di alta qualità (Superiore).
Questo vino è tipicamente caratterizzato da aromi e sapori di frutta, con note di mela verde, pera, pesca e talvolta anche agrumi. Queste note fruttate contribuiscono a conferirgli un profilo fresco e accattivante. Questa leggerezza lo rende piacevole da bere e lo posiziona come una bevanda ideale per occasioni informali e come aperitivo. Le bollicine del Prosecco rendendo il vino più morbido al palato rispetto a spumanti con una maggiore pressione di carbonizzazione, come lo Champagne. La maggior parte del Prosecco è prodotta nello stile “brut” o “extra dry,” il che significa che è secco, ma con una leggera dolcezza residua. Questo equilibrio di dolcezza conferisce al Prosecco un’apprezzabile amabilità, anche se la tendenza degli ultimi anni vuole la quasi assenza totale di zuccheri. Insieme alle note fruttate, il Prosecco può anche presentare aromi floreali, come fiori d’acacia, o note agrumate che aggiungono ulteriori strati di complessità e fragranza.
La brigata dello chef resident Vincenzo Tafuri del Ristorante Falalella ha presentato per l’occasione quattro assaggi abbinati ai rispettivi prosecchi: crostino burro di Normandia e alici sotto sale di Cetara con il Perlage Extra brut Cuvèe del Fondatore Tiziano Nardi, la pasta e patate con colatura di Cetara DOP al Sorelle Bronca Brut Particella 181 Rive di Rua 2022, il trancio di tonno scottato con la sua mayo e misticanza al Masottina Extra Dry R.D.O Levante Rive di Ogliano 2022, rivisitazione della torta fregolotta alle mandorle con Bortolomiol Cartizze Dry. Durante gli assaggi i i primi tre vini hanno presentato caratteristiche tali da poterli interscambiare anche con gli altri piatti, tranne che con il dessert.




Il Perlage risulta in sintesi perfetto come vino da tutto pasto o da aperitivo. Ottimo da accompagnare crudi e primi piatti a base di pesce. Si abbina molto bene a formaggi poco stagionati, antipasti di pasta sfoglia o verdure pastellate. Il Sorelle Bronca ha un perlage elegante dalla spuma cremosa. Sensazione di frutta matura con note minerale e floreali, sapide e persistenti. Il Masottina profuma di tiglio, fiori di acacia, glicine che si intrecciano con tocchi fruttati di pera, mela golden, bergamotto e pompelmo rosa; al sapore prevalgono sentori di mela cotogna, limone ed erbe aromatiche che s rincorrono in un finale persistente e gradevole. Infine il Bortolomiol racchiude note di macedonia di frutta, nocciole, fiori dolci d’acacia ma soprattutto grande fusione di queste sensazioni. In bocca gli zuccheri tipici di questa tipologia sono compensati dalla freschezza e vi spicca una notevole densità e cremosità. Vino da grandi occasioni, da bere tranquillamente anche da solo anche se trova un ottimo connubio con la piccola pasticceria secca delicatamente dolce e con le creme.
Oggi, il Prosecco DOCG è un vino rinomato e rappresenta una parte significativa dell’industria vitivinicola italiana. La sua storia lunga e ricca è testimone della dedizione e dell’abilità degli agricoltori e dei produttori italiani nel creare un vino spumante di alta qualità. Il Direttore del Consorzio ha concluso la Masterclass dichiarando: “Questo è solo un arrivederci perché potrebbe essere il primo di una lunga serie di incontri nella vostra terra di incanti. Cercheremo di ripetere questa giornata, augurandoci che l’affluenza sia sempre maggiore all’insegna del buon vino e del buon cibo che rendono unica la nostra Italia da Nord a Sud. In bocca al lupo ad Antonio che il 2 dicembre 2023 presenterà la seconda edizione di Guida Bio 2024 alla Stazione Marittima di Salerno e Buon Prosecco a tutti“.

