Tra i campi baciati dal sole ardente, Nasce un frutto dal rosso fulgente, Forma allungata e polpa succulenta, Il corbarino è l’essenza incantevole e lenta.Dai semi antichi, la vita ha preso forma, In ogni orto, è simbolo di norma, Sotto il cielo azzurro e luminoso, Il pomodoro cresce rigoglioso.
Come gemme rosse, sulla vite si schiudono, I pomodori, preziosi tesori, sfociano, In un mare di colori e sapori indistinti, Con la dolcezza e l’acidità che li rendono distinti.
Ogni maturazione è una sinfonia, Di aromi e profumi che danzano in armonia, Le mani che accarezzano il frutto rosso, Sentono la sua morbidezza e il calore affettuoso.
Dalle mani esperte, il raccolto è amore, E nella cucina si trasforma in onore, Salsa, sugo, insalata o confettura, Il pomodoro ci regala tanta cura.
E nei piatti, come rubini scintillanti, Si adagiano, catturando sguardi affascinanti, Con il loro rosso intenso e vibrante, Il sapore dell’estate è inebriante.
Così il corbarino, dono della terra, Rende i nostri cuori pieni di gioia sincera, Ci nutre, ci abbraccia, ci fa sognare, In ogni boccone, il suo amore è palpabile.
O pomodoro, generoso e prezioso, Nella tua semplicità ci doni un tesoro, Con te, ogni pasto diventa un canto, E la tavola si veste di splendore e incanto.

Dal corbarino tutto ha preso vita e forma, dal 2019 Pierluigi Giglio, grazie a geniali intuizioni ha pensato prima al corbarino-tour e poi nel 2021 con sua moglie Rossella Inghilterra e le rispettive famiglie alla Tenuta DiCorbara, una location di eccellenza nel centro abitato di Corbara a pochi passi da Pompei, Sorrento e la Costiera Amalfitana. Pierluigi è stato prima agricoltore, poi produttore e infine imprenditore del settore enogastronomico, ma il corbarino è stato sicuramente l’artefice della sua escalation. Questo pomodoro che prende il nome dalla terra in cui originariamente era coltivato, è una varietà tradizionale e autoctona in un’area caratterizzata da un clima particolarmente favorevole alla coltivazione del pomodoro.
Il corbarino è stato tramandato di generazione in generazione tra gli agricoltori locali, che ne hanno custodito e preservato le sementi nel corso del tempo. Proprio grazie a questa tradizione tramandata oralmente, il pomodoro è sopravvissuto come varietà autentica e locale. La sua particolarità risiede nella sua forma piccola ma allungata (pera o lampadina), che lo distingue dai pomodori tondi più comuni, e nel suo sapore dolce e aromatico. Negli ultimi anni, il pomodoro corbarino ha acquisito una crescente popolarità anche fuori dai confini locali, diventando apprezzato dai ristoranti e dagli chef per le sue caratteristiche uniche e il suo sapore distintivo. Per preservare la sua autenticità e proteggerlo dalla standardizzazione delle colture industriali, sono stati avviati sforzi di tutela e valorizzazione di questa varietà tradizionale. Oggi, il pomodoro Corbarino è considerato un simbolo della tradizione gastronomica Campania (PAT), e la sua storia continua ad essere tramandata, contribuendo a mantenerne viva l’eredità culturale e culinaria di questa affascinante regione italiana.
Grazie a questo pomodorino succosissimo e ricco di benefiche proprietà naturali, Pierluigi Giglio ha dato forma al corbarino tour, il primo tour dedicato al pomodoro nel salernitano e nell’Agro- Nocerino-Sarnese, occasione ghiotta per degustare piatti tipici abbinati ai vini autoctoni e capire come viene coltivato l’oro rosso di Corbara. Inoltre dalla coltivazione sono nati anche i prodotti della linea DiCorbara come il chutney, le confetture, il pomodorino in acqua e sale aromatizzata e il liquore al corbarino, idee originali e uniche sul territorio.






Nel luglio 2021 viene poi inaugurata la Tenuta, uno spazio immenso di circa 7000 mq suddiviso in relaxing area, kitchen green house, dining room, cocktail bar, cultivated land, su progetto dell’architetto Stefano Valbusa. Oggi entrare in una Tenuta come questa significa accedere al Giardino delle Esperidi dove agrumi, fiori, frutti e ortaggi narrano di storie lontane e misteriose, avvolte da fascino e sensualità. Qui è possibile ascoltare della buona musica mixata dal giovanissimo dj Giovanni Cardone mentre si sorseggiano i drink alcolici e analcolici dei professionalissimi bartender che hanno ideato un’originale carta dei cocktail con ingredienti locali.



Dulcis in fundo è d’obbligo assaggiare la cucina dello chef Carmine Carotenuto che vanta un ricco bagaglio di esperienze professionali tra l’estero (Polonia) e l’Italia del Centro-Sud. I suoi piatti strizzano l’occhio alla contemporaneità senza mai abbandonare i sapori partenopei e le preparazioni tradizionali in un climax ascendente di eleganza e gusto. “Ho dato molta importanza anche alla carta dei vini– ha aggiunto Pierluigi – mettendo in rilievo le quattro province Campane ma anche i vini più prestigiosi italiani in generale. C’è molta prevalenza di vini vesuviani e della Costiera Amalfitana ma quello che piace molto a giovani e meno sono i nostri cocktail con i prodotti della Tenuta come Il Verderame con tè matcha e sale all’esterno a ricordare il trattamento anticrittogamico che usiamo per i pomodori, oppure altri due cocktail con liquore al corbarino o con le marmellate di agrumi di nostra produzione“.


Per iniziare la serata alla Tenuta è consigliato un cocktail agrumato analcolico, un’esplosione di sapori freschi e vivaci, con un mix di dolcezza, acidità e aromi fruttati, una bevanda perfetta per gli amanti delle sensazioni vivaci e rinfrescanti abbinato ai deliziosi finger dello chef Cardone di cui polpettina di baccalà e patate in pane panko e sua maionese su crema di ceci e cannolino in sfoglia di chiacchiere con ripieno di ragù di carne al corbarino.

Suggerisco poi di assaggiare i tortelli della Tenuta con ripieno di melanzane e provola. Una vera e propria alchimia: chiudendo gli occhi sembra di mangiare una parmigiana di melanzane impreziosita dal pomodoro corbarino. La pasta setosa dei ravioli che si fonde con la cremosità del ripieno e la morbidezza della salsa, emana un’esperienza unica, mescolando i sapori in modo equilibrato e armonioso.

A chiudere un semifreddo al fiordilatte e amarene su crema inglese alla vaniglia e crumble di biscotto al burro. Il primo morso rivelerà la dolcezza avvolgente del fiordilatte, con una nota di freschezza che lo renderà leggero e piacevole al palato. L’aggiunta delle amarene offrirà una piacevole esplosione di gusto fruttato, con una leggera acidità che andrà a bilanciare la dolcezza del fiordilatte, unita alla croccantezza del biscotto realizzato con burro di ottima qualità. Il brindisi ideale su questo dessert sarà quello con la bollicina Cantus Brut millesimato annata 2016 delle Cantine riunite Cavit TrentoDOC .


In ogni caso nel menù ci sono numerosi piatti da scoprire e se un proverbio armeno recita: “Արդար դատավորը գողից ավելի վատ է” (un giudice ingiusto è peggiore di un ladro), allora potreste essere voi i giudici imparziali della Tenuta e capire se effettivamente tutto quello che ho raccontato soddisferà le vostre aspettative, ma senza ombra di dubbio, credo proprio di sì.


La Tenuta Dicorbara
Via Casamola 8, 84010 Corbara (Sa)
http://www.latenutadicorbara.com
info@latenutadicorbara.com
389 174 9400
