Si sposa con verdure e legumi. L’erba acciuga, meglio nota come santoreggia

santoreggia

La santoreggia o erba acciuga non è una delle piante più conosciute, ma il suo aroma leggermente pepato la rende un buon elemento per insaporire le pietanze e dare loro un gusto diverso. Simile al timo, ma più penetrante e leggermente amara, si sposa bene con piatti a base di legumi, verdure, con la carne di maiale, con la selvaggina ed è ottima nei ripieni.

Originaria del Mediterraneo, è coltivata sin dall’antichità sia dai Greci che dai Romani. Nel Medioevo si vietò ai monaci di coltivarla, per ipotetiche allusioni con la sfera sessuale, ma Santa Ildegarda la consigliava, soprattutto per prevenire alcune malattie, tra cui gotta e diarrea.

Esistono due tipi di santoreggia: la varietà estiva e la varietà invernale. La prima, Satureja hortensis, dei giardini, è un’annuale dai fiori piccoli e color porpora, di lunga durata e molto decorativi. Quella invernale, o di montagna, Satureja montana, è invece una perenne che cresce allo stato selvatico. Le sue foglie hanno un aroma più intenso ma meno gradevole della precedente. La santoreggia annuale si semina in aprile-maggio, distanziando le piantine di 20 cm; non sopporta il freddo e comunque muore verso la fine dell’autunno. La santoreggia perenne non ha questo tipo di problema. Si semina in agosto, facendo attenzione a non coprire il seme con la terra. Il periodo di raccolta delle foglie fresche va  dall’inizio dell’estate a metà autunno e si essiccano in ambiente ben ventilato i rametti e non le singole foglie.

Le foglie fresche o essiccate, e le sommità fiorite, sono toniche, digestive, diuretiche, antisettiche; le foglie tritate e applicate alla pelle sono un istantaneo sollievo contro le punture d’insetto. Suggerisco una ricetta semplice con i piselli, che può diventare un “signor contorno”.

PISELLI CON PROSCIUTTO DI PARMA 24 MESI E SANTOREGGIA

  • Piselli freschi 200 gr
  • Burro Beppino Occelli 50 gr
  • 1 Fetta spessa di prosciutto 100 gr
  • 2 Cucchiaini scarsi di santoreggia secca, tritata
  • Sale e pepe q.b.

Fare sciogliere metà del burro in un pentolino, aggiungere i piselli sgranati, meglio se piccoli e far cuocere a fuoco lento per un paio di minuti, mescolando. Aggiungere la santoreggia e tanta acqua fino a coprire i piselli; bollire fuoco più alto per 5-10 minuti, finché i piselli siano teneri e il liquido quasi del tutto asciugato. Tagliare il prosciutto a dadini e aggiungerlo ai piselli con il burro rimasto. Condire con sale e pepe e servire in tavola. 

Annamaria Parlato

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...