
Gli ingredienti ci sono stati tutti. E, ovviamente, non parlo di quelli scontati, necessari: farina, basilico, olio extravergine di oliva, un pizzico di sale, un tantino di acqua, lievito, che va messo prima del sale. Questi, certo, sono stati utili per realizzare la pizza. Parlo di altri ingredienti, di quelli che non hanno scadenza, deperimento, che non risentono dell’esposizione alla luce o delle temperature eccessivamente alte. Dunque, nell’ordine: sorrisi, emozione, attesa, trepidazione, spontaneità, genuinità, innocenza, volontà, dedizione, pazienza, e anche commozione.
Da questa miscellanea di ingredienti, è venuta fuori una delle giornate più belle del Caruso, a Belmond Hotel Amalfi Coast. Un titolo per identificarla: “ Al Caruso io mi diverSo” con quella S volutamente maiuscola, svettante, imponente, contorta come uno dei tornanti che conducono a Ravello, unica come un assolo, un do di petto. Perché il 2 ottobre, il Caruso ha dato vita ad una giornata particolare dedicata ai ragazzi, anzi eterni ragazzi, affetti da disabilità cognitive, del Centro Don Orione e dell’Associazione Diamoci la Mano di Ercolano, capeggiati rispettivamente con entusiasmo dal Direttore Don Rosario Belli e dalla Presidente Liberata Scognamiglio, affiancati da un parterre eccezionale di volontari instancabili. L’appuntamento è stato fissato alle 09:00 al Caruso per una pizza class con l’Executive Chef della struttura, Armando Aristarco, e con il pizzaiolo Antonio Ciaravola. Dodici componenti dei due istituti hanno indossato grembiuli con tanto di logo del Caruso, cappellini da chef personalizzati con il nome e messo le mani in pasta mentre intorno andava serena la mattinata di Ravello e del Caruso. Poi la foto di rito con la pizza, ciascuno con la propria, e via ad assaggiarla. A seguire un tour della struttura con la General Manager e poi a pranzo tutti insieme al Caruso Grill, con il profilo netto della Costa che si apre davanti. Il progetto, nato per celebrare ottobre, mese del benessere mentale e anticipare il mese dedicato alla disabilità, dicembre, è stato frutto della sinergia tra la Direzione del Caruso, guidata dalla General Manager Iolanda Mansi, e il reparto Risorse Umane, guidato dalla HR Manager Sabrina Giordano, con l’indispensabile supporto dell’Executive Chef Armando Aristarco e della brigata di cucina, oltre che del prezioso trait d’union del M° Patrizia Porzio, che con i due istituti collabora da tempo in attività di grande valore sociale. Il titolo della giornata non allude minimamente alla diversità che deriva dalla disabilità ma è un chiaro riferimento a quanto di “ diverso” è avvenuto dall’incontro tra due realtà apparentemente distanti, si è trascorso il tempo in modo diverso, in modo speciale, e questo non solo per i ragazzi di Ercolano ma anche e soprattutto per lo stesso team del Caruso. “ E’ stato commovente leggere negli occhi dei partecipanti la gioia autentica, simile a quella dei bambini, la loro dolcezza ci ha riempiti di felicità. Non lo dimenticheremo mai” commenta la General Manager, Iolanda Mansi. Poi, a tavola tutti insieme, si sui tavoli del Caruso Grill, lì dove si sono accomodati star e magnati, eredi di potenti famiglie, imprenditori di successo e personaggi famosi. Ma questa volta, il Caruso Grill aveva un’atmosfera nuova, perfetta, intoccabile, coinvolgente, fatta di cose buone e di bontà.
Ad un giorno di distanza da un avvenimento così carico di valore e significato, posso dire che abbiamo accolto e pranzato con dei giganti che ci hanno dimostrato, in modo semplice e sincero, quanto la vita possa essere bella, nonostante gli sgambetti del destino, i problemi, i disagi, e quanto le cose più semplici riempiano il cuore e il petto fino a farlo traboccare di gioia. I ragazzi, i ragazzi senza età, sono ripartiti dal Caruso con gli occhi ancora carichi di emozione e con la parola “ grazie” che continuava ad echeggiare nella piazzetta di San Giovanni del Toro, vivace di transfer e arrivi. Sarò onesta: ieri mi sono chiesta più volte come terminare questo articolo. Ero incerta. Così mi sono presa qualche ora di tempo. E stamattina ho capito finalmente cosa scrivere. Come terminarlo.
“ Guarda! Ho messo le scarpe nuove per venire qui!” Vincenzo.
“ Io so ballare, sono tanto brava a ballare. Vieni a vederci a dicembre” Anna
“ Io voglio fare una grande festa qui, quando mi sposerò” “ E con chi ti sposerai?” “ Con Gesù” Ida
“Abbiamo vissuto una giornata da viaggio di nozze” Libera.
E Raffaele? Raffaele sta mangiando con gusto una sfogliatella, ma vorrebbe un’altra sigaretta.
