Una cena per intenditori con i vini vulcanici della Campania

Nel cuore della Costiera Amalfitana, presso il rinomato ristorante Oltremare dell’Hotel Club Due Torri di Maiori, si è svolta il 21 dicembre una cena d’eccezione pensata per celebrare la convivialità e il piacere di stare insieme a tavola, in perfetto spirito natalizio, a chiusura di una serie di serate dedicate al cibo e ai vini d’autore.

L’atmosfera elegante ed accogliente, ha reso l’evento un’occasione ideale per scambiarsi gli auguri e vivere un’esperienza indimenticabile. La serata, curata dallo chef Alfonso Crisci, è stata un viaggio enogastronomico unico, in cui i suoi piatti si sono armoniosamente intrecciati con i vini della prestigiosa cantina Casa Setaro di Trecase (NA). La serata è iniziata sulla terrazza panoramica di Oltremare, con una vista mozzafiato sul mare al tramonto. Gli ospiti sono stati accolti dal restaurant manager Enzo D’Amato, dal sommelier Gioacchino Cretella e dalla commis di sala Alessandra Gaito con un calice di “Pietrafumante” Caprettone Spumante Metodo Classico, fresco e vivace che ha preparato il palato per le meraviglie culinarie che sarebbero seguite. Questo benvenuto è stato accompagnato da un’elegante selezione di amuse bouche, anzi un trio di delizie: tonno scottato in pane panko con fibre di sedano, cestino al basilico con provolone del monaco DOP e tartare di gamberi, e un bignè con broccoli e acciughe. Questi piccoli capolavori culinari sono stati esaltati dallo spumante, che con il suo perlage fine e il bouquet agrumato con un notevole accenno di crosta di pane dato dalla sosta sui lieviti, al palato vivace e sapido, con una chiusura minerale che richiama i terreni vulcanici, ha esaltato i sapori dei finger degustati in un sol boccone. Il primo antipasto, polpo in salsa verde con aceto di mele e la sua emulsione, ha impressionato per la tenerezza del mollusco e la particolarità della salsa. Anche in questo caso, il “Pietrafumante” si è rivelato un abbinamento ideale, esaltando le note acidule e leggere del piatto, esteticamente perfetto.



Il secondo antipasto, un carciofo cotto a bassa temperatura su patata fondente e guazzetto di vongole, ha conquistato il palato con la sua armonia di consistenze e il sapore delicato dei frutti di mare. Questo piatto è stato accompagnato da Aryete Bianco, un vino che nasce da Caprettone 100% a piede franco, affinato in anfora, che al naso sprigiona profumi floreali e di frutta secca, con una mineralità che ha reso l’abbinamento straordinario.

Lo chef poi ha proposto dei tortelli al parmigiano 36 mesi su zuppetta di crostacei e lamelle di champignon, un piatto ricco e saporito, abbinato ancora ad Aryete che con la sua complessità aromatica ha equilibrato la dolcezza dei crostacei. Questo è un caprettone in purezza affinato in anfora, che permette al vino di sviluppare complessità e profondità. Si presenta con un giallo dorato brillante. Al naso emergono profumi di fiori secchi, cedrina e mandorla tostata, aromi affumicati e balsamici accompagnati da una nota minerale tipica del terroir vesuviano. Al palato è pieno, avvolgente e complesso, con una sapidità che esprime appieno la sua origine.

A seguire, un sorprendente risotto all’arrabbiata con fondo di genovese e tartare di tonno piccante, un’esplosione di sapori intensi e decisi in cui sono stati utilizzati pomodori locali come il Fiascone di Tramonti assieme a piennolo e corbarino. Qui è stato servito il “Munazei Rosato”, che con le sue note fresche e leggermente fruttate ha attenuato la piccantezza del piatto e valorizzato la sua profondità. Ottenuto principalmente da uve Piedirosso alla vista, si presenta con un rosa tenue e brillante, al naso regala sentori di piccoli frutti rossi, come fragoline di bosco e ciliegie, con una nota floreale delicata di geranio e rosa. Al palato ha una vivace acidità e un finale piacevolmente minerale.


Per il secondo, un baccalà in oliocottura su crema di cannellini e salsa di pane croccante alle acciughe, un piatto che ha giocato su sapidità e morbidezza. Anche in questo caso, il “Munazei Rosato” ha accompagnato la portata, regalando al palato un perfetto equilibrio tra acidità e struttura. La cena è proseguita con un sontuoso agnello laccato al miele e ginepro su verdure della minestra maritata, una portata complessa e aromatica che ha trovato nel “Fuocoallegro Rosso” affinato in anfora e ottenuto da Piedirosso 100%, il compagno ideale. Questo vino, con i suoi toni speziati, pepati e fruttati, ha esaltato ogni sfumatura del piatto.


Come predessert, uno yogurt al mandarino acido e spuma di mandorle, che ha rinfrescato il palato con le sue sfumature agrumate e cremose. Per chiudere la serata, la cassatina napoletana con ricotta di pecora, glassata al cioccolato bianco e decorata con nastro di cioccolato fondente su salsa di bucce di arance ottenuta per estrazione dei liquidi e oli essenziali degli agrumi, un dessert raffinato e avvolgente. Entrambi i piatti dolci sono stati abbinati allo spumante “Pietrafumante Brut”, che con la sua vivace effervescenza ha aggiunto leggerezza e freschezza al finale. La versione Brut Nature del Pietrafumante è ancora più intensa e diretta nella sua espressione. Priva di dosaggio zuccherino, esprime al meglio la purezza del Caprettone e del suo terroir. Alla vista si presenta con un colore dorato tenue e un perlage elegante. Al naso offre note di pompelmo, fiori di campo e mandorla fresca. Al palato è asciutto, diretto e molto minerale, con una persistenza che lo rende ideale anche per piatti complessi come crostacei, tartare di pesce o formaggi freschi.


Crisci ha sottolineato durante i saluti finali: “Il cibo è il nostro modo di raccontare storie, di evocare ricordi e di creare connessioni. Questa sera ho voluto portare in tavola non solo il mio lavoro, ma anche la mia passione per il territorio campano, in un dialogo continuo con i meravigliosi vini di Casa Setaro”.

Casa Setaro: vent’anni di eccellenza
Fondata nel 2004, Casa Setaro è una cantina che rappresenta il cuore pulsante della viticoltura vesuviana. Situata a Trecase, alle pendici del Vesuvio, la cantina si distingue per la valorizzazione delle varietà autoctone come il Caprettone, il Piedirosso e l’Aglianico, coltivate su suoli vulcanici che conferiscono ai vini una mineralità unica. Il nome Caprettone deriva probabilmente dalla forma del grappolo delle sue uve, che ricorda la barba di una capra. Questa varietà è autoctona della zona vesuviana e ha una storia antica legata alla viticoltura campana. Un tempo si pensava che il Caprettone fosse una varietà di Coda di Volpe, un’altra uva autoctona campana, ma studi ampelografici più recenti hanno dimostrato che si tratta di una cultivar distinta, con caratteristiche uniche. Grazie alla sua resistenza e capacità di adattarsi ai terreni vulcanici, il Caprettone è diventato un simbolo della viticoltura vesuviana. La famiglia Setaro, guidata da Massimo Setaro e sua moglie Mariarosaria, ha dedicato vent’anni alla produzione di vini di alta qualità, unendo tradizione e innovazione. Tra le loro etichette più rappresentative figurano il “Don Vincenzo” Rosso Riserva e il “Munazei” Bianco, entrambi espressioni autentiche del territorio vesuviano. La cantina è anche impegnata in pratiche sostenibili, con un approccio rispettoso dell’ambiente e della biodiversità locale. Casa Setaro si distingue per il suo impegno a valorizzare le varietà locali e a produrre vini che raccontano il territorio. Ogni etichetta è il risultato di un equilibrio tra tradizione e innovazione, una sintesi di saperi antichi e tecniche moderne. La famiglia Setaro non è solo custode delle tipicità, ma anche pioniera di pratiche sostenibili. Ogni fase della produzione è pensata per rispettare l’ambiente, dalla coltivazione biologica delle vigne all’utilizzo di tecniche che riducono l’impatto energetico. L’uso delle anfore, un ritorno alle radici della vinificazione, non è solo un omaggio alla storia, ma anche un modo per esaltare le caratteristiche intrinseche delle uve, permettendo una maturazione naturale e senza interferenze. Questo metodo, risalente alla civiltà greco-romana, è stato riscoperto e valorizzato da molte cantine moderne per le sue particolari caratteristiche. La terracotta contribuisce a mantenere una temperatura stabile e permette al vino di sviluppare freschezza e purezza, preservando i suoi aromi primari e la sua struttura minerale. L’anfora è leggermente porosa, il che consente uno scambio naturale e controllato di ossigeno con il vino. Questo processo favorisce una maturazione armoniosa, senza il rilascio di tannini o aromi esterni (come avviene con le botti di legno). A differenza delle botti, l’anfora non conferisce sapori aggiuntivi come note di vaniglia o spezie. Questo permette di esaltare le caratteristiche naturali del vitigno e del terroir. Visitare Casa Setaro è molto più che un banale giro in vigna: è un’immersione completa nella cultura e nel paesaggio del Vesuvio. La cantina organizza percorsi enoturistici che permettono ai visitatori di esplorare le vigne, scoprire le tecniche di produzione e degustare i vini direttamente sul luogo in cui nascono o nel ristorante aziendale Vigna delle Rose. Le visite si concludono spesso con una vista sul tramonto, dove il Vesuvio si tinge di rosso e le luci del Golfo di Napoli scintillano in lontananza verso Capri. Un momento che unisce il fascino del paesaggio alla magia dei vini di Casa Setaro.

La cena è stata un autentico tributo al territorio campano, unendo la creatività culinaria di Alfonso Crisci con la dedizione alla viticoltura di Casa Setaro. Il menù ha raccontato una storia, intrecciando tradizione e tecniche innovative in un’esperienza sensoriale memorabile. Gli ospiti hanno avuto l’opportunità di dialogare con lo chef e con Massimo Setaro, proprietario della cantina, che ha illustrato le peculiarità dei vini serviti. “Abbiamo assistito ad un percorso gastronomico di grande equilibrio – ha dichiarato il vigneron – tra eleganza e sostanza, una cosa che mi ha affascinato molto. La stessa cosa avviene per i miei vini, c’è l’anfora, c’è la buccia, ma c’è anche tanta eleganza che richiama un sorso moderno, scattante, agile, con tanta buona frutta”. Ad arricchire l’evento è stata anche la presenza di Eugenio Curcio, noto rappresentante del settore enogastronomico, che ha lavorato a stretto contatto con lo chef e la sua brigata per studiare gli abbinamenti perfetti tra piatti e vini. Questa serata è stata una celebrazione della ricchezza enogastronomica della Campania, dove i sapori della terra e del mare si sono incontrati in una danza perfetta. L’evento ha lasciato nel cuore e nel palato dei presenti il ricordo di un’esperienza irripetibile, confermando Oltremare e Casa Setaro come eccellenze del panorama culinario e vitivinicolo italiano.


