Il Refettorio a Conca dei Marini riconferma la stella e qui il racconto di una cena memorabile Estate 2024
La Guida Michelin, la celebre “Rossa”, ha celebrato il suo 70° anniversario con l’edizione 2025, confermandosi un punto di riferimento nel mondo della gastronomia internazionale. Edita nel 1956 in Italia, la guida è cresciuta da un semplice strumento di viaggio a una vera e propria “bibbia culinaria”, con valutazioni basate sulla qualità del cibo, l’abilità dello chef, e l’autenticità delle esperienze culinarie proposte. Negli anni, il sistema delle stelle Michelin (da una a tre stelle) è diventato il simbolo di eccellenza, mentre riconoscimenti come le stelle verdi (per la sostenibilità) e i Bib Gourmand (per l’ottimo rapporto qualità-prezzo) sono stati aggiunti per riflettere l’evoluzione della gastronomia e le nuove esigenze dei consumatori. La Guida Michelin continua a influenzare il settore, stimolando i ristoratori a migliorare la qualità e l’innovazione delle proprie offerte.
Dettagli:
La Guida Michelin 2025 ha riconfermato l’eccellenza della Campania, assegnando le stelle a 50 ristoranti in tutta la regione. Di questi, 42 hanno ottenuto una stella, 7 hanno due stelle e uno ha ricevuto le ambite tre stelle.
Tre stelle: il ristorante Quattro Passi a Nerano (Massa Lubrense) rimane l’unico con questo riconoscimento.
- Due stelle: spiccano L’Olivo ad Anacapri, Taverna Estia a Brusciano, Piazzetta Milù a Castellammare di Stabia, Danì Maison ad Ischia, George Restaurant a Napoli, Krèsios a Telese Terme e Torre del Saracino a Vico Equense
- Una stella: oltre alle conferme, ci sono delle new entry come Cetaria a Baronissi, O Me O Il Mare a Gragnano e Volta del Fuenti a Vietri sul Mare
Inoltre, il Don Alfonso 1890 ha ottenuto sia la stella Michelin che la Stella Verde, premio per la sostenibilità.
Per quanto riguarda la Costiera Amalfitana, Il Faro di Capo d’Orso a Maiori (SA) e La Serra dell’Hotel le Agavi di Positano (SA) perdono la stella, mentre questi sono i ristoranti 1 stella Michelin:
Alici – Amalfi (SA)
Glicine – Amalfi (SA)
La Caravella dal 1959 – Amalfi (SA)
Sensi – Amalfi (SA)
Il Refettorio – Conca dei Marini (SA)
Bluh Furore – Furore (Sa)
Li Galli – Positano (SA)
Zass – Positano (SA)
Un Piano nel Cielo – Praiano (SA)
Il Flauto di Pan – Ravello (SA)
Rossellinis – Ravello (SA)
Re Maurì – Vietri sul Mare (SA)-Salerno
Volta del Fuenti by Michele De Blasio – Vietri sul Mare (SA)

Il Refettorio a Conca dei Marini, che vanta lo chef Alfonso Crescenzo alla guida della cucina da ben tre anni e Luigi Ercolino come restaurant manager, ha riconfermato la stella. Lo chef Crescenzo ha sviluppato la sua passione per la cucina sin da piccolo, cucinando con la nonna per la famiglia nella sua città natale di Sarno. La sua famiglia è tuttora impegnata nell’azienda agricola “Terre Lavorate,” dove coltiva prodotti biologici secondo pratiche tradizionali e sostenibili, come il famoso pomodoro San Marzano DOP. Situato all’interno del suggestivo Monastero Santa Rosa Hotel & Spa, uno dei luoghi più esclusivi della Costiera Amalfitana, questo ristorante è famoso per l’ambientazione unica: un ex monastero di clausura del XVII secolo arroccato su una scogliera, con viste mozzafiato sul Golfo di Salerno.
La cucina è guidata da un team che celebra la tradizione culinaria campana, rivisitando ingredienti locali con un tocco creativo e innovativo. Il menù, stagionale e attentamente curato, rende omaggio ai sapori autentici del territorio, con piatti che evidenziano prodotti freschi e tecniche rispettose della tradizione. In linea con la filosofia della sostenibilità, il ristorante utilizza ingredienti locali, spesso provenienti da piccoli produttori della zona. L’ambiente del Refettorio mantiene elementi originali del monastero, come l’antico refettorio, ora trasformato in sala da pranzo, e il giardino terrazzato che avvolge gli ospiti in un’atmosfera tranquilla e contemplativa. Le terrazze si affacciano su giardini ricchi di fiori e piante aromatiche, offrendo un’esperienza culinaria che si fonde con la natura circostante e un senso di spiritualità e calma tipico degli antichi monasteri.
Lo scorso luglio abbiamo avuto modo di provare a cena l’ineccepibile cucina e il menù che spazia tra proposte di mare e terra, facendo attenzione a non danneggiare l’eccellente materia prima utilizzata nella preparazione dei piatti e a non perdere l’attenzione sugli elementi vegetali che invece diventano al Refettorio protagonisti indiscussi.
Niente è più complesso di una cucina semplice









La location e la cucina rendono il Refettorio una destinazione irrinunciabile per i viaggiatori che cercano un’esperienza unica, dove la cucina mediterranea viene valorizzata con grande cura estetica e rispetto per il territorio. Questa combinazione di storia, cultura, paesaggi straordinari e alta cucina rende il Refettorio un vero gioiello della Costiera Amalfitana.
