Dopo l’opening party ai Giardini del Fuenti, il 23-24 settembre Maiori è stata protagonista sia con le masterclass dislocate in vari punti della cittadina e con le terrazze mozzafiato che hanno ospitato nomi e noti marchi della mixology, sia con la finale della “The Maestro Challenge” ideata dal mitico Salvatore Calabrese di origini maioresi.

La Campania sta emergendo come una regione di riferimento per la qualità dei bartender e della mixology. L’uso di prodotti locali, la creatività, e la formazione professionale di alto livello hanno reso la regione un centro di eccellenza per la preparazione di cocktail innovativi e di alta qualità, sia per i residenti che per i numerosi turisti che visitano le sue meravigliose località. Non a caso questa terra ha rapito l’attenzione della giornalista Paola Mencarelli, founder e creative director del format Italian Cocktail Weeks, tanto da indurla a replicarlo in Costiera Amalfitana che poi è diventata per una settimana (23-29 settembre) portavoce di tutta la regione. L’ACCW24 “Amalfi Coast Cocktail Week” ha visto un programma ricco e molto impegnativo, data anche la sua natura itinerante, che in ogni caso Paola è riuscita brillantemente a dirigere, presenziando, cosa importantissima, in ogni singolo appuntamento con il suo team di esperti di settore e della comunicazione. Un itinerario tra i 25 Bar d’Hotel e i Cocktail Bar selezionati alla scoperta dei drink creati ad hoc per la manifestazione. Per i 7 giorni di kermesse infatti ogni Cocktail Bar e Bar d’Hotel selezionato ha proposto una Cocktail List ACCW24 esclusiva e con 3 tipologie di cocktail.
Cocktail Campania Felix: Un drink con materie prime e prodotti tipici del territorio campano.
Signature Cocktail: Un drink di libera creazione rappresentativo del cocktail bar.
Cocktail RiEsco a Bere Italiano: Un drink dedicato al made in Italy con i prodotti italiani delle aziende che aderiscono a RiEsco a Bere Italiano.
C’è da premettere che la moda dei cocktail è un fenomeno in continua evoluzione, influenzato da tendenze culturali, sociali e tecnologiche. Ecco alcuni elementi chiave che caratterizzano l’attuale panorama della mixology e come i cocktail stanno diventando sempre più parte integrante della cultura gastronomica e del lifestyle. I clienti non si limitano più a bere un cocktail; vogliono imparare come prepararlo e conoscere le storie dietro gli ingredienti e le tecniche. Questo ha reso i bartender delle vere e proprie celebrità nel settore, capaci di creare drink che non solo hanno un sapore eccezionale, ma sono anche “Instagrammabili”, con colori vivaci, presentazioni spettacolari e dettagli curati che attirano l’attenzione online, rendendo ogni esperienza al bar un’opera d’arte da gustare e ammirare. I cocktail vengono condivisi e replicati, creando tendenze virali che si diffondono rapidamente a livello globale.
Ma cos’è un cocktail? Un cocktail è una bevanda alcolica preparata miscelando diversi ingredienti, che possono includere vari tipi di liquori, succhi di frutta, sciroppi, erbe aromatiche, spezie, bibite gassate e ghiaccio. I cocktail sono spesso serviti in bicchieri specifici e presentati in modo estetico, con guarnizioni come fette di frutta, foglie di menta o scorze di agrumi. Hanno una lunga storia, con origini che risalgono al XVIII secolo. Nel tempo, sono diventati simbolo di convivialità e lusso, con un’evoluzione che li ha portati a essere una parte fondamentale della cultura gastronomica moderna. La storia dei cocktail ha radici nel XVIII secolo, quando le prime bevande miscelate, come il punch, iniziarono a diffondersi. Il termine “cocktail” apparve nel 1806, con la definizione di bevanda stimolante a base di alcol, zucchero, acqua e bitter. Nel XIX secolo, grazie a barman come Jerry Thomas, nacquero le prime ricette codificate, che portarono alla diffusione dei cocktail negli Stati Uniti e in Europa. Durante il Proibizionismo (1920-1933), i cocktail clandestini nei speakeasy divennero popolari, spesso per mascherare il gusto dei liquori di bassa qualità. Nel dopoguerra, i cocktail divennero simboli di eleganza, mentre negli anni ’60 e ’70 esplose la moda dei cocktail tiki, esotici e colorati. Negli anni ’80 e ’90, bevande dolci e commerciali come il Cosmopolitan e la Piña Colada dominarono la scena. Dal 2000, si è assistito a un ritorno all’artigianalità, con un focus su ingredienti freschi, tecniche classiche e innovazioni nella mixology moderna. Oggi, i cocktail sono parte integrante della cultura gastronomica, con una crescente attenzione alla sostenibilità e alla personalizzazione.
Sicuramente il messaggio che all’unisono si è percepito e si è diffuso grazie a questa settimana di eventi, è che bisogna bere in maniera responsabile e consapevole, concetto che è diventato sempre più importante nella cultura contemporanea, in particolare nel contesto di eventi sociali, intrattenimento e vita quotidiana. Bere in modo responsabile significa avere un approccio moderato e riflessivo al consumo di alcool, evitando eccessi e tenendo conto dei potenziali rischi per la salute e la sicurezza. Consumare alcool con moderazione significa sapere quando fermarsi e limitare la quantità di alcol ingerita. La moderazione aiuta a mantenere il controllo e a evitare gli effetti negativi a breve e lungo termine dell’eccesso di alcol, come ubriachezza o dipendenza.
Lunedì 23 settembre, Casa Ferraiuolo, il Vista Lounge Bar del Club Hotel Due Torri e il Matinée Cocktail Bar & Restaurant hanno presentato alcuni eventi pomeridiani di cui nell’ordine: “Viaggio in Italia” con il main partner GinArte Dry Gin, una Guest Shift ispirata al film di Roberto Rossellini molto celebrato nella città di Maiori. Non si è voluto raccontare la vacanza in Costiera dei due amanti inglesi, ma è stato immaginato il loro viaggio, attraverso i drink dei guest bartender, da Londra passando per Milano, Firenze e Roma fino a ricongiungersi, proprio come nel film, a Maiori; la Guest Shift “Pop-Up Bar Campania” con Emanuele Monteverde e Emanuele Primavera e il Cinquanta Spirito Italiano di Pagani con partner Posides; la Guest Shift di Altamura Distilleries con Giacomo Giannotti ed Emilie Lillelund del Paradiso di Barcellona.
Sempre al pomeriggio, sulla splendida terrazza dell’Hotel cinque stelle “Botanico San Lazzaro”, gestito dalla famiglia Cimini, dalle 18 alle 19 si è tenuta una masterclass con con Cristina e Antonella Nonino e Antonio Virili, bartender al Bistrot Music Club & Bar dell’Hotel La Perla di Corvara in Val Badia, intitolata “Nonino, Italian cocktail Spirit: l’antica tradizione liquoristica della famiglia che anticipa il futuro”. In un’ora c’è stata la possibilità di conoscere la tradizione liquoristica Nonino degli anni ‘30: dall’Amaro Nonino Quintessenza all’Aperitivo Nonino BotanicalDrink e alla Prunella Mandorlata, ottenuti dall’unione tra le antiche ricette originali di Antonio e Silvia Nonino e l’esperienza nell’arte della distillazione della famiglia Nonino, anche attraverso i cocktail preparati sapientemente da Antonio come il Botanical Sprizz “Aperitivo dell’anno 2021, 2022, 2023 international” composto da Aperitivo Nonino BotanicalDrink, champagne a piacere o acqua tonica, cubetti di ghiaccio, scorza o qualche goccia di limone.




La Grappa Nonino rappresenta una delle espressioni più alte dell’arte della distillazione italiana. Grazie alla visione innovativa e al profondo rispetto per le tradizioni artigianali, la famiglia Nonino ha trasformato la grappa in un prodotto di lusso, apprezzato in tutto il mondo. Il loro impegno verso la qualità e l’innovazione ha reso il marchio un punto di riferimento per gli amanti dei distillati. La distilleria Nonino è stata fondata nel 1897 a Percoto, in Friuli Venezia Giulia, da Orazio Nonino, e da allora è rimasta una gestione familiare che si tramanda da generazioni. La famiglia Nonino è stata fondamentale nella rivoluzione del mondo della grappa, trasformandola da un distillato rustico e popolare a un prodotto raffinato, apprezzato anche a livello internazionale. La famiglia Nonino ha introdotto diverse innovazioni che hanno cambiato il modo in cui la grappa è percepita e prodotta: ha ampliato la sua gamma di prodotti includendo distillati di frutta e altri tipi di liquori, sempre rispettando i metodi artigianali. Ad esempio, ha prodotto il ÙE®, un distillato di uva intera, che esalta il legame con il territorio; nel 1973 è stata pioniera nella produzione di grappa monovitigno, ovvero ottenuta da un solo tipo di uva, una vera rivoluzione per l’epoca. La prima grappa monovitigno fu realizzata con l’uva Picolit, un vitigno friulano pregiato. Prima di questa innovazione, la grappa veniva solitamente prodotta dalla distillazione delle vinacce di uve miste; inoltre Nonino utilizza metodi di distillazione artigianale in alambicchi di rame a vapore. Questo processo, mantenuto intatto nel tempo, consente di esaltare le caratteristiche organolettiche delle vinacce, garantendo un prodotto di altissima qualità.
Dopo la masterclass sempre nella medesima struttura alle 19:30 l’evento su prenotazione “Female Affair” con le bartender Giusy Martinez No.3 Italian Champion 2024 e Anna Ferrentino, Senior Bartender del The Black Monday Speakeasy di Salerno. Main Partner della serata No.3 London Dry Gin e Pallini Limoncello. Ai quattro cocktail, due di Giusy e due di Anna sono stati abbinati piccoli finger, quindi dei food pairing per far capire anche come funziona l’abbinamento cocktail e cibo. Il pairing sta diventando sempre più comune, con menù degustazione che abbinano ogni piatto a un drink specifico. Questo trend riflette un approccio più olistico all’esperienza culinaria, dove cibo e bevande si completano a vicenda. Tanto contemporanei e “fizzanti” i cocktail di Giusy che ha preparato un fantastico Limoncello Fizz (No.3 London Dry Gin, Limoncello Pallini, Costiera Sherbet, soda o prosecco) e un Peach me Up (No.3 London Dry Gin, Vermouth al limone, Pesca e fiori di sambuco) abbinati rispettivamente a pralina di gambero rosso e squacquerone e alice fritta con provola affumicata, territoriali e meditativi quelli di Anna di cui Formichelle (No.3 London Dry Gin, Marmellata di limoni e basilico, Delizia foam al Limoncello Pallini) dedicato alle instancabili donne maioresi trasportatrici di limoni e Cerere (No.3 London Dry Gin, Verjus di uva e origano, Miele di ginestra) in omaggio a Giacomo Leopardi, suo poeta e filosofo preferito, abbinati il primo a panna cotta fieno e vaniglia e il secondo ad un’ostrica con coulis di pomodoro e basilico. Il cocktail pairing è una tendenza in continua crescita che permette di esplorare nuove frontiere nel mondo della gastronomia. È un’arte che richiede conoscenza, creatività e un approccio sensoriale, offrendo agli amanti del cibo e del bere nuove possibilità per arricchire l’esperienza a tavola.





Martedì 24 settembre, ancora appuntamenti al Vista Lounge Bar del Club Hotel Due Torri, alla Torre Normanna, a Casa Ferraiuolo con Mattia Esposito del Misture Cocktail Bar di Napoli e Kevin Cos, Global Leading Mixologist, e in serata la finalissima della Maestro Challenge al Reginna Place Hotel che ha visto sul podio la vincitrice Alice Musso del Nite Kong Cocktail Bar di Roma, a testimonianza del fatto che le donne stiano diventando sempre più affermate in questo settore.
Invece nel primo pomeriggio con il Maestro Calabrese, Elio Santomarino (coordinatore vendite Italia per il Centro-Sud Grappa Nonino) e le Sorelle della Grappa Cristina e Antonella Nonino, c’è stata occasione di assistere all’interessantissima masterclass “Nonino: from Cinderella to Queen of Cocktails, be brave mix Grappa! 0ltre 125 anni di passione!” sempre a Casa Ferraiuolo per conoscere l’arte della distillazione 100% artigianale della Grappa Nonino, dalla rivoluzione del 1973 con la creazione del Monovitigno ® all’evoluzione della Grappa nei cocktail e scoprire e come “un’azienda così radicata in una tradizione di purezza può mantenere la sua identità sperimentando con i suoi prodotti” (Wallpaper, Luglio 2015). L’elegante Maestro Calabrese con la sua maestria ha realizzato ai presenti il famoso cocktail “L’Aperitivo del Maestro” a base di Amaro Nonino Quintessentia, vino passito, soda o acqua tonica, ghiaccio e scorza di limone, un classico che lui definisce ottimo in qualsiasi momento della giornata, ribadendo che con la grappa si possono creare cocktail incredibili, sfatando il mito del distillato adatto solo nella ristorazione come fine pasto. Il Bartender di Casa Ferraiulo, Pantaleone Carotenuto, poi ha realizzato altri due cocktail: l’Italiano, creato Monica Berg e Alex Kratena, con grappa Nonino monovitigno moscato, cordiale Neroli, Fever tree Ginger ale e cubo di ghiaccio; il Pyrus a base di acquavite di pere Williams Nonino a cui è stata abbinata una monoporzione di ricotta e pere made at Casa Ferraiuolo.



Dopo la masterclass la Baguetteria DiVinBaguette di Francesco Baldi, ubicata sul lungomare maiorese, ha proposto un singolare aperitivo in collaborazione con Nonino e Altamura Distilleries a base di baguette calda e croccante con salmone marinato e spruzzato alla vodka Altamura, crescenza, senape, rucola e noci di Sorrento completata dal drink Nonino 75, ideato da Giovanni D’Este, Spirits Consultant, una rivisitazione del French 75 a base di Aperitivo Nonino, champagne metodo classico, scorza e succo di limone.



I cocktail sono certamente una delle tendenze più in voga nel mondo del food & beverage oggi, e continuano ad evolversi per restare protagonisti anche in futuro. La cultura dei cocktail ha raggiunto nuovi livelli di popolarità, trasformandosi in una forma d’arte sofisticata, con innovazioni sia a livello di ingredienti che di preparazione. La manifestazione si è rivelata un successo e ha permesso di svelare alcuni segreti, ricette e preparazioni anche ai non addetti ai lavori, in un clima gioioso, trendy, raffinato e colorato, proprio come solo la mixology sa trasmettere, dove creatività, estetica e tecnica si intrecciano per dare vita a esperienze sensoriali uniche.
