In zona Cicalesi il locale propone panini di altissimo livello, pizza in pala e cucina d’autore che strizza l’occhio al barbecue e al fusion partenopeo

La storia del barbecue risale a migliaia di anni fa, quando i primi esseri umani scoprirono il fuoco e iniziarono a cucinare cibi su focolari rudimentali. Tuttavia, la pratica del barbecue come la conosciamo oggi ha radici più recenti. L’origine del termine “barbecue” è dibattuta, ma molti credono che derivi dalla parola spagnola “barbacoa”, che si riferiva a una fossa di terra in cui si arrostivano interi animali. Questa tecnica di cottura è stata utilizzata per secoli dai nativi americani delle pianure del Nord America, che arrostivano grandi animali come bisonti e cervi su grandi griglie di legno e vegetali. Nel corso dei secoli, il barbecue ha continuato a evolversi, con l’introduzione di nuove tecniche di cottura, nuovi tagli di carne e nuovi condimenti. Negli anni ’50, il barbecue si diffuse in tutto il paese grazie alla popolarità dei ristoranti di barbecue e alle competizioni di barbecue, che diventarono sempre più comuni. Oggi, il barbecue è un’arte culinaria apprezzata in tutto il mondo, con diverse tradizioni regionali e tecniche di cottura. Proprio da questa fortissima passione per le carni, Livio Montesarchio, patron di Flame a Nocera Inferiore, ha dato vita circa un anno fa al suo locale che racchiude anche nel logo una fiamma, simbolo di amore e cura per la cucina in tutte le sue sfumature. Il locale il cui design si contraddistingue per la modernità nei toni del rosso, bianco e nero, oltre a racchiudere un menù variegato, ha ampio parcheggio all’esterno e si presta anche per l’organizzazione di meeting di lavoro o eventi privati. “Quando ho ideato il progetto Flame, – ha dichiarato Livio – pensavo a due territori: il Napoletano e il Salernitano. Si è presentata l’occasione qui a Nocera e ho approfittato subito inserendo sul territorio qualcosa che mancasse, come la pizza in pala. Ci siamo fatti notare per subito per i nostri burger e per la pizza. Oggi sto sviluppando maggiormente il comparto braceria e ho in mente tante novità per il futuro. Penso semplicemente ad offrire pitti con ottime materie prime e beverage selezionato, dalla cantina sino ad arrivare a liquori e distillati. Seguiteci e non ve ne pentirete“.

Le premesse ci sono tutte, la location è accogliente, il personale gentile e preparato, la gastronomia affonda le radici nella cucina campana, strizzando l’occhio alla contemporaneità e alle innovazioni . La pizza in pala ad esempio presenta un impasto molto alveolato con elevata idratazione, frutto del mix di farine di riso, soia e zero che donano la tipica croccantezza a questa tipologia di prodotto proveniente dal territorio laziale (pinsa). Si differenzia dalla pizza classica per la sua forma rettangolare o ovale e per la sua preparazione e cottura. La pizza in pala viene preparata utilizzando una base di pasta simile a quella della pizza tradizionale, ma solitamente più morbida e leggermente più spessa. Viene stesa su una pala di legno o metallo, da cui prende il nome, e condita con gli ingredienti tipici della pizza, come pomodoro, mozzarella, salumi, formaggio e verdure. La cottura avviene in forni a legna o a gas, dove la pala con la pizza viene inserita direttamente sul fondo del forno ad una temperatura di 300 gradi circa. Interessanti la “Ciummarella” con peperoncini verdi saltati con pomodorini, provola di Agerola, salsiccia e caciocavallo invecchiato in grotta e la “Bufala e Nduja” con mozzarella di bufala, salsiccia di nero casertano, nduja di Spilinga e nocciole tostate.

Ma ci sono ancora numerose proposte interessanti che si potranno ordinare dal nuovo menù: partendo dal crostino all’olio extravergine d’oliva cilentano con burro Occelli e alici di Cetara IASA abbinato ad una Falanghina Spumantizzata Oro Cantina Solopaca, si arriva gli antipasti rappresentati dalla cialda di cono con battuta di fassona, stracciata di bufala, granella di pistacchio e caviale di limone, il carpaccio di Black Angus americano con scarola riccia, pomodorini gialli e rossi, olive taggiasche e pecorino Occelli affinato al Barolo su croccante di pizza in pala con affumicatura al faggio, i gyoza napoletani di riso farciti con salsiccia, peperoncini verdi e provola su salsa allo scarpariello e riduzione degli stessi peperoncini e le alette di pollo glassate in salsa teriaky, sesamo e accompagnate da alga wakame che vale davvero la pena assaggiare, meglio ancora se degustati con una raffinata bottiglia di Rosato Alìe Frescobaldi.






Volendo poi puntare sulle carni, allora non si può andare via da Flame senza aver divorato la tagliata selezione Mazury (scottona Prussiana che arriva dalla Polonia settentrionale – ex Prussia – precisamente dalla regione del Mazury. Particolare razza di provenienza tedesca che vive allo stato brado, molto marezzata), affumicata con i legnetti di faggio, con funghi cardoncelli trifolati, cubetti di chorizo alla plancia, pesto di prezzemolo, perle di jamon e chips di riso, un’esperienza carnivora che coinvolge i sensi e placa i bollori delle fiamme ardenti spente dall’Aglianico di Paestum Cantina De Concilis.



Un dessert, per concludere un pranzo o una cena, non può mancare: la ricotta e pera secondo Flame è un’altra sciccheria da tenere d’occhio. E se a fine pasto decidessimo di bere l’amaro edonista Gagà (ottenuto da una lenta macerazione alcolica di piante officinali, erbe aromatiche, radici e scorze di agrumi) di Officine Alkemiche, firmato Prisco Sammartino, maestro distillatore, e Anna Rufino, naso e anima dell’azienda, sarebbe come incamerare il territorio Campania Felix, con il suo gusto morbido, elegante ed ecclettico, fuori dall’ordinario, capace di cattura la scena con tutta la sua eccentricità e con la sua eleganza.



Nell’ardore della fiamma, scopriamo la bellezza, la magia che si cela in ogni sua carezza. E mentre brucia con intensità e potenza, ci guida nella vita con amore e speranza.
Così, abbraccia l’ardore della fiamma con passione, e lascia che illumini il tuo cammino con emozione. Perché dentro di te, risiede un fuoco che non si spegne, e la fiamma dell’anima, eterna rimane.
FLAME
Via Salvatore D’alessandro,68
84014, Nocera Inferiore (Sa)
331 646 2395
flamenocera@gmail.com
