
The Black Monday, lo speakeasy salernitano guidato da Danilo Bruno, celebra un traguardo importante con il lancio di Zine, il nuovo menù che rappresenta la sintesi della maturità raggiunta dal gruppo dopo un decennio di lavoro condiviso dietro il bancone.
Frutto di un processo creativo collettivo, Zine racchiude idee, tecnica, curiosità e voglia di osare, intrecciando il rapporto con piccoli artigiani e produttori locali alle suggestioni di culture lontane, con spezie, distillati e ricette provenienti da ogni angolo del mondo.
Il risultato è un percorso gustativo coerente e sorprendente, capace di stupire senza mai essere ridondante, e di raccontare l’anima di un team che mette le proprie capacità al servizio dell’ospite.
Come suggerisce il nome, Zine si presenta anche come un pamphlet di 14 drink, lasciato all’ospite a fine serata come piccolo ricordo dell’esperienza, un oggetto che racchiude storie, illustrazioni e suggestioni visive curate da Lucia Ronca, bartender e mente grafica del progetto.
Tra i cocktail destinati a diventare simbolo di questa nuova fase spicca un Manhattan reinterpretato in chiave dolce: colato in una crema di mou di melanzana violetta e ganache al cioccolato fondente, servito a temperatura ambiente in bicchiere da degustazione, omaggia un antico dessert amalfitano e si accompagna a una pralina realizzata con gli stessi ingredienti, un connubio di tecnica, tradizione e sostenibilità.
Altro esempio di sperimentazione “tricky” è il No Bloody No Mary, un finto Bloody Mary senza pomodoro che ne richiama il gusto grazie a mela, frutti rossi e peperoncino lavorati con enzimi: un gioco di illusioni sensoriali che inganna le papille gustative ricordando un ingrediente assente.
Havana 3 Curry Mango Orchada racconta invece l’anima esotica del menù: un drink cremoso e speziato, servito in una tazza in ceramica materica realizzata da Gerardo Cafaro, giovane artista locale e grande amico del locale. Un inno alla collaborazione tra mondi diversi: arte, mixology e territorio.
Accanto a questi signature, Zine apre a un linguaggio più astratto e sensoriale, dove ogni drink diventa un racconto da decifrare. Dal Negroni Brulè, servito caldo e “milk-washed” al tè milky oolong, all’etereo Sicily & Nuvole con distillato di cactus, fichi d’India, insalata iceberg e schiuma di Champagne; dal Tommasino, dove tequila e ‘nduja si fondono con banana, pera, kefir di latte di capra e torba, al After Nine, gioco aromatico tra vodka, caffè al cocco e una spuma di latte di cocco, menta, Chartreuse e cioccolato: ogni cocktail è un esercizio di libertà creativa e una riflessione sulla materia.
A completare la carta, esperimenti ironici e concettuali come il Pan-Or-Americano o il Cherry Ramos, in cui tecnica, memoria e gioco convivono in equilibrio perfetto.
La direzione artistica resta saldamente nelle mani di Danilo Bruno, che coordina il lavoro dei suoi collaboratori con precisione e fiducia.
Nel laboratorio di Bar Atelier (altro locale del gruppo), Antonio D’Auria traduce in forma tecnica le intuizioni di Anna Ferrentino, head bartender di The Black Monday e motore creativo del progetto. Lucia Ronca cura comunicazione e design, dando coerenza visiva e narrativa all’intero percorso.Accanto a loro, Luca, Maria Doris, Manuel e Ciccio coordinano e supportano il lavoro quotidiano del team, contribuendo a costruire un’esperienza che riflette la crescita collettiva del gruppo e l’evoluzione della mixology contemporanea.
Zine è, in definitiva, una dichiarazione di identità: un menù che non si limita a raccontare dieci anni di The Black Monday, ma ne anticipa il futuro — fatto di consapevolezza, gioco e continuo dialogo tra ricerca e territorio.
