Gelato artigianale

 

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Il gelato è in genere un dolce che viene preparato mediante il congelamento di composizioni di vario tipo, in apposite macchine chiamate gelatiere o sorbettiere. Le composizioni-base sono di crema e di frutta, ingredienti con i quali si ricavano varie specie di gelati: spumoni, cassate, mantecati ecc. Negli impianti moderni le gelatiere che prima venivano azionate a mano, sono munite di una spatola che gira per mezzo di un motorino elettrico. L’agitazione ha lo scopo di impedire che la massa solidifichi in un unico blocco. Secondo che la composizione sottoposta a raffreddamento sia una soluzione in senso proprio oppure una dispersione, il gelato assume consistenza granulosa o cremosa. L’origine del gelato è incerta. Probabilmente gli Arabi furono i primi ad avere l’idea di far gelare i succhi di frutta circondando di ghiaccio i contenitori, e la parola “sorbetto” derivata dall’arabo (sharba=bibita fresca) avvalora l’ipotesi. Tuttavia sembra che i gelati veri e propri siano stati fatti per la prima volta a Firenze nel XVI secolo, forse da Bernardo Buontalenti, e i gelatieri fiorentini al servizio di Caterina de’ Medici fecero conoscere il prodotto anche in Francia. Qui, tuttavia i gelati ebbero più larga diffusione nella seconda metà del Seicento, quando il fiorentino Procopio Coltelli aprì a Parigi un locale, divenuto poi famoso.  

C’è una gelateria a Salerno in Via Porta Elina , che partendo dall’A-B-C in materia e da antichi metodi riesce oggi a produrre gelato artigianale come ai vecchi tempi, nel rispetto assoluto della materia prima.

Per 2ingredienti ANGELO NAPOLI GELATERIA

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Angelo ha cominciato all’età di 15 anni a lavorare nella gelateria “Matteo” a Lancusi che tra l’altro è anche suo zio e vi è rimasto circa dieci anni. Poi è volato a New York per quasi un anno dove faceva il gelato e l’aiuto chef in una pasticceria. Rientrato in Italia ha aperto la sua gelateria a Salerno. Raccontando di sé ammette: “Tutto quello che non dico a parole si ascolta assaggiando il mio gelato. Seleziono personalmente materie prime solo di stagione e da Presidi Slow Food; studio nuovi abbinamenti di gusto per innovare la pasticceria fredda. La mia arte è nella passione quotidiana del fare: è facile incontrarmi al mercato della frutta tra il profumo dei limoni della Costiera, le Nocciole di Giffoni, le more, i lamponi, le fragole, i fichi, l’uva, le castagne, il basilico e lo zenzero. La maggior parte del tempo, da vent’anni, lo passo concentrato tra gli strumenti del mio mestiere; non amo definirmi.”

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